“Era uno strano modo di uccidermi, non a pezzi, ma a briciole, ingannandomi con lo spettro di una speranza.”
Emily Brontë, Cime tempestose.
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“Era uno strano modo di uccidermi, non a pezzi, ma a briciole, ingannandomi con lo spettro di una speranza.”
Emily Brontë, Cime tempestose.
Di qualsiasi cosa siano fatte le nostre anime
la sua e la mia
sono uguali.
Quando sono andata al cinema a vedere Cime Tempestose, sapevo già che avrei visto qualcosa che con il libro ha poco a che fare. L'ho letto tanti anni fa, ma alcuni punti fermi permangono ancora nella memoria. Non mi ha dato fastidio che ci fossero delle scene che nel libro non esistono proprio. Quello che noto invece è che il cinema sembrerebbe aver preso una piega "alla Yorgos Lanthimos", ovvero: se un film non contiene elementi disturbanti, pruriginosi, morbosi, esageratamente grotteschi (e attenzione: quasi sempre inutili ai fini della trama) allora non va bene, non se ne parla, non colpisce, non è innovativo, non è avanguardistico. Ecco, si dà il caso che personalmente invece io trovi che la nostra società - già abbastanza problematica e malata - non abbia assolutamente bisogno di tutto questo.
Quando bevo troppo nei sogni vengo perseguitato dalla giovane Kate Bush che mi appare nella prateria inglese immersa nella nebbia mentre balla e canta per me "Wuthering Heights"
"Non so esprimermi meglio; ma sicuramente tu e tutti noi abbiamo l'idea che ci sia, o che dovrebbe esserci, un nostro esistere al di là di noi stessi. Che senso avrebbe avuto crearmi se fossi contenuta interamente in me? Le mie sofferenze peggiori a questo mondo sono state le sofferenze di Heathcliff e le ho sentite e patite tutte, una dopo l'altra, fin dall'inizio; se vivo, è per lui.
Se tutto il resto scomparisse e restasse solo lui, continuerei a esistere; ma, se tutto il resto restasse e lui svanisse, l'Universo diventerebbe per me una potenza estranea, di cui non sentirei di far parte.
Il mio amore per Linton è simile al fogliame nei boschi. Il tempo lo cambierà, ne son ben consapevole, così come l'inverno cambia gli alberi; il mio amore per Heathcliff assomiglia alle rocce eterne che stanno sotto quegli alberi: una fonte di gioia poco visibile, ma necessaria. Nelly, io sono Heathcliff, lui è sempre - sempre - nella mia mente; non come un piacere, così come neanche io sono sempre un piacere per me stessa, ma come il mio proprio essere. Dunque, non parlare più di separazione. È impossibile."
• Cime tempestose, Emily Brontë, pag. 125 Universale Economica Feltrinelli
❤️🔥
Esistono assenze che non si limitano a sottrarre una presenza: alterano la geografia interiore, e in quella ricerca, comprendi che l’amore non vive nella presenza, ma nella traccia indelebile che lascia.
Emily Brontë - Cime tempestose