...c'è sempre un "ancora una volta" per tutti, ricordiamoci...
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San Giorgio Monferrato celebra il coraggio e la memoria con la proiezione del documentario “L’ora del tempo sognato”
Il Comune di San Giorgio Monferrato, in collaborazione con la Scuola Primaria, invita tutta la cittadinanza a un evento speciale: la proiezione del documentario “L’ora del tempo sognato”, che racconta la straordinaria storia di Giuseppina Gusmano e Felice Pretti.
Il Comune di San Giorgio Monferrato, in collaborazione con la Scuola Primaria, invita tutta la cittadinanza a un evento speciale: la proiezione del documentario “L’ora del tempo sognato”, che racconta la straordinaria storia di Giuseppina Gusmano e Felice Pretti. Due eroi silenziosi che, con il loro coraggio, ci ricordano il valore della giustizia, della solidarietà e della memoria. L’evento si…
Il senso di un luogo
Il senso di un luogo
Workshop di docucinema del regista Gianfranco Pannone per cogliere l’essenza di un luogo. Si può presentare la candidatura entro il 30 settembre CITTÀ METROPOLITANA DI NAPOLI – Dedalus Cooperativa Sociale presenta Il senso di un luogo, workshop intensivo di cinema del reale volto all’ideazione, scrittura e realizzazione di un cortometraggio documentario su Porta Capuana. Il laboratorio, suddiviso…
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Ma è un film o un documentario?
Con l'uscita nelle sale di Fuocoammare di Gianfranco Rosi, Emanuele Rauco ci parla del documentario, soprattutto di quello contemporaneo, e ci spiega perché pensa sia cinema all'avanguardia.
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Le Madonie, cinema ad alte quote
di Sebastiano Gesù e Elena Russo, Catania 1995 intr. di Francesco Novara; pres. di Pasquale Scimeca cm 16x23, pagg. 128,24 ill. http://www.maimone.it/schedadinam1.asp?CodLib=19953
Questo volume tenta una lettura del cinema siciliano, mediante la ricostruzione dei set madoniti, con particolare attenzione al paesaggio che, da sempre per la cinematografia, ha costituito un elemento di grande importanza, al punto che numerosi film hanno tratto dal loro scenario, dalla natura dentro cui raccontano le loro storie, più che dai personaggi, un vero e proprio respiro di opera d’arte. Il paesaggio non solo si offre, ma soprattutto crea toni e atmosfere che raccolgono il movimento interno ed esterno dei personaggi. Da queste brevi riflessioni nasce la necessità di riconsiderare i set cinematografici non più come quinte teatrali ma come componenti strutturali del film. Così l’interesse dei cineasti nei confronti delle Madonie si rinnova con cadenze puntuali nel tempo, facendo prevalere sui facili stereotipi da cassetta, lo sguardo ispirato di registi come Petri e Tornatore, Gaulitz e Cimino, Scimeca e i giovani video makers. Infatti il gran numero di film che sono stati girati nelle campagne e nei paesi delle Madonie rappresenta un patrimonio culturale di grande rilievo e coglie in pieno il rapporto, che può dirsi privilegiato, fra Madonie e cinema nelle sue varie forme; rapporto privilegiato che si coglie nel riconoscimento della profonda sensibilità di letterati e cineasti del luogo che si sono affermati in campo nazionale e internazionale come, ad esempio, Tornatore, che, dopo Nuovo Cinema Paradiso, è voluto tornare nelle Madonie per ambientarvi L’uomo delle Stelle. La storia dei set madoniti coincide con la storia dei film in grado di esprimere una verità poetica attraverso i luoghi delle vicende narrate, a prescindere dagli stilemi realistici, simbolici o fantastici.
SOMMARIO Ringraziamenti Introduzione di Francesco Novara, Presidente dell’Ente Parco delle Madonie Presentazione di Pasquale Scimeca Le Madonie, un universo inesplorato dal cinema L’occhio impuro del colonizzatore Lo straniero: un testimone super partes Il mondo visto dalle Madonie Cefalù, una finestra sul Tirreno Tra un ciak e l’altro: i set madoniti di Tornatore Sicilianamerica Borgese, da Polizza a Hollywood: un teorico del cinema Il documentario, un itinerario tra paesaggio, arte e cultura Isolati nell’isola: video makers madoniti Schede filmografiche Documentari
La Sicilia della memoria. Cento anni di cinema documentario nell'isola
a cura di Sebastiano Gesù, Catania 1999 cm 16x23, pagg. 264,25 b/n ill.
http://www.maimone.it/schedadinam1.asp?CodLib=19991 Finora la letteratura critica su cinema e Sicilia ci ha svelato solo una faccia di questo affascinante e composito binomio: quella mostrata dal film a soggetto, erede di Méliès, la maggior parte delle volte espressione di una cinematografia di genere, tenendo in penombra l’altra faccia, quella raccontata dal film documentario, discendente per filiazione diretta da Lumière, specchio della realtà, anch’essa, purtroppo, assai spesso riflessa con immagini ingannevoli. Se il cinema di fiction ha rappresentato la Sicilia dell’immaginario, del mito, dell’éros e dell’épos, il cinema documentario ha costruito la Sicilia della memoria, dell’antropologia, della poesia. Sovente, però, la rappresentazione dell’Isola attraverso lo schermo, per quei complessi meccanismi insiti nell’industria cinematografica, non è stata nitida e sincera, rivelando gli intenti, non sempre nobili, degli autori. Raramente l’obiettivo della macchina da presa è riuscito a racchiudere la poliedrica immagine delle “cento Sicilie”, cosicché personaggi, storia, tradizioni, paesaggio, letteratura e cronaca sono rimasti, il più delle volte, imbrigliati in una visione disforica o banalmente superficiale, che lascia inviolato lo spazio oltre la raffigurazione esteriore. Ciò vale anche per il cinema documentaristico, che troppo facilmente ha insistito su motivi abusati: sul pittorico e sul pittoresco, sul bozzettismo e sul “colore locale”, celando la realtà più profonda agli occhi dello spettatore, senza penetrare il velo della tradizione e della convenzione. Non mancano, certo, al cinema documentaristico siciliano splendidi fotogrammi e brani da antologia, dove affiorano con forza penetrante sentimento e poetica, verità e realtà, denuncia e lotta, così da potere assolvere il suo compito di documento, di testimonianza pregnante di una delle regioni d’Italia più ricche di arte, di storia, di cultura, ma anche di conflitti e contraddizioni sociali. Con quest’opera, frutto di una certosina ricerca durata lunghi anni, si intende dare un primo, ma approfondito, contributo alla ricostruzione della storia del cinema documentaristico nell’Isola nel corso di questo secolo. L’autore, partendo dalle “vedute dal vero” e dagli avvenimenti più salienti che hanno interessato il cinema muto delle origini, come: il terremoto di Messina, le frequenti eruzioni dell’Etna e le varie edizioni della Targa Florio, ripercorre i primi anni del sonoro attraverso i cinegiornali Luce e le successive Settimana Incom. E il periodo prebellico e postbellico con i cortometraggi veri e propri che, sull’onda della scuola documentaristica inglese, tentano di avviare la stagione neorealistica italiana, per poi allontanarsene quasi immediatamente, lasciando spazio all’orda del documentario turistico-folclorico dei primi anni Cinquanta, sollecitato da astuti meccanismi legislativi. L’itinerario prosegue lungo i decenni successivi fino ai nostri giorni, incontrando importanti autori, siciliani e non, come: De Seta, Saitta, Alliata, Mingozzi, Ferrara, Vancini, La Rosa, Antonioni e molti altri, alcuni altrettanto famosi, altri meno conosciuti, dandone resoconto in una puntigliosa ricostruzione filmografia, a oggi, la più completa possibile. Ne viene fuori un affascinante ritratto a tutto tondo di un mondo sconosciuto, ma di grande interesse per la cultura e la memoria collettiva della Sicilia, la regione più cinematografata della nostra nazione. SOMMARIO Ringraziamenti Avvertenza Presentazione di Aldo Bernardini Il documentario: teoria e pratica di Mario Verdone Cento anni di cinema documentario nell’isola di Sebastiano Gesù Il documentario e la Sicilia Immagini di Sicilia nell’Archivio dell’Istituto Luce