Cara ‘Lei’, Quanto tempo deciderà di trascorrere tra le righe dei miei pensieri? Paradossalmente, tenderà a non tollerare il fatto che una banalissima adolescente di quindici anni sia rimasta intrappolata tra le righe di quelle sue fiabesche fattezze, in analogia ai tratti in viso di un passato ormai corroso, come il cuore in petto di chi da troppo tempo ormai, ha smesso di aggrapparsi a quella giacca blu, all'aroma della magia della coerenza, sul mio maglione rosa. E tornerà il mio maglione rosa, e la mia giacca azzurra, quella che si aggrappava a quelle braccia col sole forte di Maggio a mezzogiorno. Tornerà la mia giacca azzurra e saprà di un autunno leggero. Come quando era il cinque Agosto, ma io ai suoi occhi mi smontai, caddi pezzo per pezzo e affogai tra le onde delle sue movenze, ed era come affogare e risalire allo stesso tempo, come se tutto fosse possibile, come se fosse quasi plausibile risalire da un ricordo sbiadito in preda al tempo trascorso. Ed era sera, e le sue spalle mi sfiorarono di stupore gli occhi, mentre avanzava verso la sua auto, e lei portava indosso le sembianze di quell'avvenenza che solo il rumore dei suoi passi può concedersi. E paradossalmente vorrei potermi lasciare andare e sognare ancora un po’, tra quelle sue braccia, insieme a quel viso che mi ha ridato la possibilità di vivere come quando era Maggio e i tramonti non tramontavamo mai, perché c'era sempre il sole tra quelle braccia, anche quando c'erano le stelle.
@dolcementefragile (-Serena)











