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In struttura da qualche mese a questa parte è arrivato uno storico stalker di una nota donna della televisione italiana.
La sua carriera ovviamente non si è fermata qua ma ha continuato con estorsioni e violenza fisica a terzi.
Una persona del mondo 'bene' che ha sempre vissuto in ricchezza e lusso.
Al primo acchito una persona molto lenta nei gesti, pacata, con sempre in bocca un 'grazie' ed un 'prego'; uno che appena entrato non sapeva distinguere una cipolla dall'aglio o non ti sapeva preparare un caffè.
In questo periodo ha fatto diverse telefonate a maghi per lettura carte ed è fuggito dalla struttura almeno tre volte.
L'ultima volta è saltata fuori la questione amore e con mia enorme sorpresa ho scoperto poi di essere la diretta interessata nelle chiamate ai maghi.
Dopo essersi confidato con colleghe e psicologa referente della struttura, si è dichiarato a me e non pago è andato giù pesante dopo i miei ripetuti e decisivi no, anche detti in malo modo.
Pensavo avesse compreso l'antifona perché è rimasto buono per giorni, ma sta tornando all'attacco. Ora, indubbiamente non sono la bellissima donna che stalkerava, né potrei mai avvicinarmi a tale bellezza (Anche perché io e le bellezza navighiamo su navi e mari opposti). Il mio compito, oltre ad indirizzarlo nel miglior modo possibile alle varie regole della struttura che vi sono imposte, è quello di fargli capire che una donna quando dice no è no e non un forse o un si camuffato. Che il rispetto è d'obbligo e a nulla serve il suo nascondersi dietro stronzate del tipo: "Sarà perché non sono mai riuscito ad avere alcun tipo di rapporto" o ancora: "Sono imbranato e probabilmente come tutti gli uomini, maturo dopo. " "Il mago mi ha detto di continuare a starle dietro perché sarei arrivato al mio obiettivo ."
No caro, non funziona proprio così. Ieri, gli abbiamo fatto un bel lavaggio di cervello, ché dopo tutto quello che si sta sentendo in questo periodo non sarà mai troppo.
Immagino abbia compreso perché alla fine ha ammesso di aver bisogno di una psicoterapia, ma questo ovviamente, potrò dirlo col tempo.
Per ora spero vivamente che abbia smesso d'importunare me e per il futuro si vedrà..
- donnadighiaccio
Si va e...si viene!
Fare questo lavoro fa uscire la parte più vera di me. Quella vulnerabile, quella dolce, quella indifesa. Attenzione, questa non è una nota positiva.
Se una persona dovesse conoscermi in una serata a caso e poi dovesse rivedermi a lavoro non mi riconoscerebbe probabilmente.
Io amo il mio lavoro, io piango a lavoro, io mi diverto a lavoro, io sono dolce a lavoro, io sono severa a lavoro, io rido a lavoro, io non sono rancorosa a lavoro, io non odio a lavoro. Tutte cose che nella vita reale non sono, eppure è così.
È come se ci fossero due me, poi però rifletto e mi rendo conto che la vera me è proprio quella che sono a lavoro, con i miei bambini e tra i miei libri.
E inizia anche a piacermi, la vera me.
Nonostante sia dolce, vulnerabile e quindi facile da abbattere.
Mi piace, mi piaccio.
-gonetoosoon
Spuntini..
Avec les noisettes!
Sei passata davanti al mio ufficio e ti sei fermata davanti al tavolino su cui un collega aveva posato una barretta di cioccolato incartata d’argento. L’hai vista e con la tua voce setosa hai gridato “avec les noisettes!”, come se quello fosse il momento più bello dell’intera giornata. Poi ti sei dileguata, piano piano, mentre io ascoltavo il rumore dei tuoi passi allontanarsi su quei tacchi severi. C’era qualcosa di poetico nel modo in cui sceglievi di mostrarti al mondo. I tuoi vestiti oltremodo femminili entravano in un contrasto continuo con la scelta del tuo taglio di capelli; capelli grigi, per aver accettato lo scorrere del tempo senza curarti troppo delle sue conseguenze; capelli corti, corti per davvero, come a volerti scontrare a tutti i costi contro i canoni dell’uomo e della donna, perché a te non interessa, tu sei un genere a parte, una donna diversa da qualsiasi altra donna, sei solo Isabelle. E poi ti sei andata a rifugiare dietro la tua scrivania, rialzata come fosse il trono di una regina. Ti sei accoccolata nella tua tana e con dolcezza infinita hai avvicinato il pezzo di cioccolata alla tua bocca delicata, circondata da anni di increspature sensuali.
Le foto alle nuvole perché ormai vivo costantemente con gli occhi al cielo.
working