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The Alfa Romeo TZ3 Corsa one off, based on the 8C Competizone
via reddit
Alfa Romeo 8C Competizone Side Profile
via RGT3 Pics (flickr)
Alfa Romeo on Flickr.
Quando ambizione non fa rima con competizione
Ambire significa innanzitutto desiderare qualcosa che non si possiede. Si può definire ambizioso chi è disposto a sfidare se stesso, pur di raggiungere un obiettivo. Si può indicare invece come competitivo colui il quale gioca questa sfida con il prossimo, pronto a ogni compromesso e disposto a rompere qualsiasi legame, anche di tipo affettivo, pur di arrivare alla meta prefissa. La persona collaborativa è quella in grado di mettere in atto la capacità di migliorare la comunicazione, la condivisione e il rapporto con gli altri, in vista di una crescita comune che, tra l’altro, porterà beneficio a chiunque abbia contribuito a crearla. Ai nostri giorni si tende al livellamento delle idee; i valori generalmente trasmessi si basano sulla spinta al possesso, al raggiungimento del potere o del facile successo e chi possiede capacità critica o semplicemente il dono del pensiero divergente, viene spesso “bollato” come destabilizzatore. Conseguentemente, per molti, la competitività assurge a valore fondamentale per la riuscita nella vita. La competitività è la grande malattia della società, ma soprattutto quella del singolo che la mette in atto. Singolo che spesso, privo di qualsiasi ambizione personale e al di là di ogni etica e morale, è disposto a tutto, anche a tessere inganni, pur di primeggiare sugli altri. L’invidia è il fattore dominante nell’esistenza di tale individuo. Invidia, che continuerà a rendere sempre insoddisfatto chi la possiede, portandolo eternamente alla ricerca di qualcosa, che vada oltre ciò che già gli appartiene. Una cosa è essere competitivo, altra è essere ambiziosi. L’ambizione, se ben orientata, spinge la persona a proiettarsi altrove, a darsi da fare per arrivare a possedere qualità volte a completarla. Non è male essere ambizioso. Anzi, di fronte all’appiattimento generale che impone modelli di vita validi per tutti, è positivo insegnare ai ragazzi la giusta ambizione, quella che si prefigge come meta privilegiata la propria formazione e spinge a sopportare anche i sacrifici, per arrivare a realizzarsi. Una giusta dose di ambizione consente a ognuno di darsi degli obiettivi e, se bene incanalata nelle relazioni con gli altri, favorisce la collaborazione, in vista di un fine comune. È nella collaborazione, anche di tipo emozionale e affettivo, che ogni singola ambizione può dare il meglio di sé. Non si annulla l’individualità cooperando, al più si permette alla comunità di crescere. È nella società che ogni individuo deve cercare un significato, per mantenere le proprie sicurezze e non essere estromesso dal gruppo. Ecco perché si deve insegnare ai giovani a cooperare. Solo così nella vita non si sentiranno privati dagli affetti e dalle amicizie e attraverso la collaborazione impareranno a migliorarsi. Anche a scuola è importante creare un ambiente che permetta l’affermazione del gruppo- classe, è fondamentale far capire ai nostri ragazzi che non conta essere sempre primi, che bisogna imparare ad accettare la sconfitta, vivendola come opportunità di crescita. Insegniamo la cooperazione e dimostriamo, in questo modo, che chi vince non è il singolo: è il saper incanalare per scopi comuni ogni singola ambizione ciò che permette di raggiungere i migliori risultati. Solo così s’insegna ad acquisire una coscienza sociale e i ragazzi imparano a crescere con gli altri, migliorandosi e mantenendo, al contempo, fede a se stessi.