Care modelle, volevo dirvi vaffanculo, sì, voi che siete così tremendamente belle, ed io così tremendamente me.
Vaffanculo per avermi fatto credere che più sei magra più sei bella, mi dispiace per voi ma dovrò smentirvi, più sei magra e più sei malata.
Vaffanculo per avermi fatto credere di essere sempre troppo grassa, di avere la pancia sempre troppo gonfia e le cosce sempre troppo grosse, il viso sempre troppo rotondo e il sedere sempre troppo grande.
Vaffanculo per avermi fatto cadere l'autostima con ogni vostro autoscatto, sempre così perfette, giuste nel momento giusto. Con i vostri maledettissimi denti drittissimi e i vostri setosi capelli, morbidi e lunghi.
Così rapita dal vostro essere da dimenticarmi del mio vivere. Troppo disperata alla ricerca di quelle forme, delle ossa sporgenti, del viso scavato, della pancia piatta, delle cosce che restano separate.
Mi dispiace avervi creduta, e mi dispiace per essermi ammalata.
Volevo dirvi che d'ora in avanti scelgo me sopra a tutti, d'ora in avanti ci sarà una persona davanti allo specchio non un burattino, ci sarà una ragazza alla ricerca della felicità non di un corpo scheletrico, ci sarà una ragazza con il sorriso sul volto ma che si può permettere di piangere per la fragilità della vita, e sarà comunque bella, io sono bella. Sono un casino, un foglio strappato, uno straccio bucato, completamente spezzata dai miei stessi errori, ma d'ora in poi inizia la ricostruzione, sono più forte ora, non sono sola.
Ci sono io con me, e voi, care modelle, siete voi quelle strane, siete voi quelle non adatte, siete voi troppo, troppo perfette in un mondo dove sono le imperfezioni che rendono speciali e diversi. Siete voi quelle malate.
Io d'ora in poi sarò contenta di essere me. Sarò contenta di essere così terribilmente me.