Più guardo questa gente e più capisco che non fa per me... -myhakunamatata3


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Più guardo questa gente e più capisco che non fa per me... -myhakunamatata3
Ci sta l'aperitivo alle 19:50 di venerdì sera, ma, gli occhiali da sole, dovreste toglierli. A Napoli, dopo un certo orario, scatta il "Fra', o te liev e lent, o t'accatt o sole".
È vero che le giornate si sono allungate, ma non è mezzogiorno. Po' è normale che non vedete manco il prezzo della tassoni e per sicurezza vi pigliate sempre il caffè macchiato.
Certa gente ti fa venire lo schifo di appartenere alla razza umana.
Osservando il mondo intorno a me
Era da circa un mese che non prendevo la circumvesuviana. Avevo quasi dimenticato cosa significasse prendere i mezzi pubblici di questi tempi. Al di là del caldo asfissiante, del cattivo odore, della gente che pensa di essere francese e copre gli odori con litri di deodorante, avevo dimenticato che questa è la stagione dei baby tamarri o anche comunemente definiti cuozzi. Per carità qui nessuno vuole fare discriminazioni, fino a quando si limitano a seguire solo uno stile e a non dare fastidio agli altri va tutto bene. Infatti il problema non è che parlino in modo sguaiato, che siano rumorosi o altro, a questo ci si abitua, ma il fatto è che non sanno stare fermi e chissà per quale baluardo motivo devono insediarsi davanti alle porte della metro. Ad ogni fermata, c’è il tipetto spavaldo che esce e deve fare qualche bravata o deve commentare qualche ragazza, mentre tutti gli altri restano li davanti all’uscita lasciandoti giusto un po’ di spazio per uscire. Quest’ultimi allo stesso modo sono pronti ad importunare qualche bella fanciulla, altri si danno i paccheri (schiaffi per scherzare) tra di loro e infastidiscono i passeggeri. Per di più incutono anche timore. Ogni loro gesto sembra fatto intenzionalmente per provocare qualche passeggero, per irritare. Un anno fa mi è capitato di scontrarmi con uno di questi tipi, perché tutto ad un tratto credevo di essere la paladina della legge. Va beh.. vecchie storie.
Al di là di tutto ciò, guardandoli ho trovato uno spunto di riflessione. Questi ragazzi sono spavaldi e molto sicuri di se. Sono disinibiti, e a loro non interessa nulla di prendere un “palo”, di sentirsi rifiutati o altro, ci provano sempre e comunque. Tra l’altro non si pongono il problema che una ragazza non sia come loro e non sia alla loro altezza (sempre che se ne rendano conto). Hanno quel coraggio che ai ragazzi comuni manca -a meno che non incontriate uno di quei ragazzi arroganti, spavaldi, bellocci e con la faccia di bronzo, che noi donne comunemente chiamiamo stronzi- però tutti gli altri vi possono guardare, fissare, scrutare, ma difficilmente fanno quel passo necessario per iniziare un dialogo. E oggi in stazione mi è successo proprio questo. Si fa presto a dire “sorridi, non nascondere lo sguardo, sii gentile etc.” (soliti consigli delle madri), le persone ci sfuggono di mano perché sono intimorite, a meno che non gli fate bere un paio di drink allora la scena cambia del tutto, ecco perché nelle discoteche si rimorchia facilmente. Il problema però è che i bellocci delle discoteche non sempre danno un’impressione positiva, anzi il più delle volte è esattamente il contrario. Allora tutti si rifugiano in questo mondo virtuale perché diciamoci la verità, non è il massimo, ma è attraverso un social network come questo et similia che, relativamente parlando, hai la possibilità di conoscere l’interiorità di una persona. Io non dico che sia bello, anzi, da quando esistono questi metodi alternativi di approccio, probabilmente confrontarsi all’esterno è diventato ancora più difficile. Ma è tutto più facile. Qui nasce quell’attrazione mentale che molte volte manca e che il più delle volte non prendiamo in considerazione perché ci fermiamo all’aspetto estetico. Invece sarebbe bello guardarsi, sorridersi e perché no tentare un approccio anche con la scusa più banale di questo mondo. Bisognerebbe avere il coraggio di lanciarsi e rischiare un po’ di più. Però a chi lo vai a dire. Siamo tutti schivi e un po’ chiusi.
Ad ogni modo oggi ho preso la circumvesuviana perché avevo l’esame e posso finalmente dire che sono “ufficialmente in vacanza”. Da domani sarò una persona migliore.