Ti immagino dappertutto,
ti sento ovunque.
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Ti immagino dappertutto,
ti sento ovunque.
“Quando si ha voglia di una cosa,
la si vede dappertutto.”
— Cesare Pavese
hai la testa tra le nuvole e il cuore dappertutto
Gio Evan
E sognai di baciarla con passione.
Vidi questa ragazza con splendidi occhi verdi aspettare con angoscia. Era di piccola statura e indossava un enorme maglione che gridava insicurezze e bellezza. La vidi affondare le mani nella tasca posizionata al livello del ventre mentre era appoggiata di schiena al muro. Aveva il viso lievemente coperto dal cappuccio che aveva l'obbligo di coprirle i capelli, un vero peccato considerando la morbidezza di quei capelli mossi color castano chiaro.
Mi avvicinai e la vidi voltarsi verso di me e con gli occhi pieni di sorpresa accostare un sorriso dei suoi.
Lei non capì mai il motivo che dava al mio cuore una velocità immensa ad ogni suo sorriso, disdegnava la sua dentatura, ma per me fu come se avessi iniziato ad avere un pensiero fisso: "baciala".
Ci prendemmo dai fianchi con prepotenza, sembravano passati anni dall ultimo suo tocco.
Ci appartammo per avere la nostra privacy e accadde: un esplosione di emozioni derivato da un avvicinamento fulmineo dei nostri corpi, le nostre mani vagavano sul corpo dell'altra afferrando, stringendo e tastando i nostri corpi.
Mentre il nostro tocco scaldava il nostro corpo le nostre labbra ballavano, assaporavano l'amore che l'una stava donando all'altra.
Sentì il mio corpo cedere davanti a lei, ogni bacio, ogni movimento scaldava il mio animo e mi eccitava sopra ogni immaginazione.
Non c'è niente di meglio che sognare la persona che ami.
Ed è così che si conclude un sogno stupendo, un sogno che potrebbe restare un sogno.
Non torni
L'ho accettato quando ho visto che la mia vita
andava comunque avanti senza di te,
che mi svegliavo,
che pensavo ai miei sogni,
che riuscivo a camminare
anche senza immaginarti vicino.
L'ho accettato quando ho iniziato a separare
tutte le cose che mi stavano a cuore
da quelle che, invece, provocavano solo dolore.
L'ho accettato perché ti vedevo in ogni sguardo
ma non eri mai tu
e allora mi sono detta che era inutile cercarti
dappertutto
perché tanto non torni più.
L'ho accettato quando ho capito che è difficile
vedere andare via qualcuno che pensavi
non ti lasciasse solo in questo posto
così deludente,
ma ho capito che è più difficile trattenere :
ti fai solamente male alle mani quando
prendi per la maglietta chi sta andando via,
tirandolo per farlo tornare indietro,
e ti fai male ai piedi quando resti fermo
tirando l'altra persona che prova a spostarsi
con tutta la sua forza
per farti cadere.
Così ho imparato che
se abbiamo la possibilità di soffrire un po’ meno
dobbiamo approfittarne.
È così che ti ho lasciato andare via:
per rassegnazione.
Non torni : l'ho capito tardi.
E ho fatto fatica ad accettarlo,
ad abituarmi a non averti, ma voglio che tu sappia
che questo non significa che non mi manchi.
Sono semplicemente
due cose diverse.
Tu non le hai lette. Non le hai lette tutte le cose che ho scritto su di te. Sul diario di scuola, sempre con me. Sui muri, sul vetro appanato delle macchine. Sui fogli, sullo schermo del cellulare. Io ti ho lasciato ovunque. E neanche lo sai.
La logica vi porterà da A a B. L’immaginazione vi porterà dappertutto.
Albert Einstein