Di questi tempi tentiamo polarizzazioni che i media non ci concedono: Salvini/centri-sociali, mimose/sciopero femminista. I tg nazionali bypassano in scioltezza, con lo stigma infamante dei violenti; indifferenti invece che Salvini o Renzi continuino a usare violenza contro la nostra intelligenza. Del resto, quando i loro servizi sviliscono il femminismo in pietismo, il rigetto dell'ideologia europea in populismo, il rifiuto del razzismo in comportamento antidemocratico, non c'è da stupirsi che liquidino chi stona con le loro narrazioni. Luigi De Magistris porta avanti un lavoro degno di stima: di fronte a lui la fine della vita politica o, chissà, la rappresentanza nazionale di un autentico movimento di classe. Ma sta a noi, non alla nostra tendenza al leaderismo, fare in modo che il suo spendersi in favore di posizioni - rivoluzionarie? - che metteranno a dura prova il suo credito, sia fertile di avanzata per il desiderio di eguaglianza e progresso di fronte a un'Europa che appare sempre piú quella che permise a Hitler di spradoneggiare e violentare il Vecchio Continente. Ammesso che non sia la stessa UE a imporsi come tale, o che non lo stia già facendo, appresa la lezione di mamma Novecento, durante la quale le opposizioni dirette erano in grado di generare Resistenza, mentre ora, l'ordoliberismo europeo impone la sua teologia senza essere scritta da nessuna parte. È ciò che intendiamo quando diciamo "egemonia"