Momenti di tensione a Chiomonte dopo la tradizionale festa estiva del movimento che si oppone alla Torino-Lione
Una delle categorie che meno sopporto è quella del no. No sempre, comunque, senza se e senza ma (ma il no, ovviamente, sì, e scusate il gioco di parole), senza dubbi e ripensamenti.
Il partito del no, no sempre, a tutti i costi, per ogni cambiamento, per la TAP, per la TAV, per ogni rigassificatore (li voglio vedere, d’inverno, con cosa pensano di scaldarsi, con la legna no, però, che si desertificano i nostri boschi, col carbone nemmeno, che inquina, coll’energia eolica ma manco per il ….., che esteticamente nun se po vède, signora mia…), no, e ci mancherebbe, per tutto quello che viene fatto vicino a casa loro (il brutto inglesismo NIMBY, Not In My BackYard), no ad ogni attività industriale o commerciale -decrescita, mica tanto, felice? Mah…-, antagonisti di e su tutto, con percentuali di voto e gradimento da parte degli Italiani da prefisso telefonico, ma che si considerano avanguardie delle masse e della futura rivoluzione, che gridano al colpo di stato fascista ad ogni condanna per un reato da loro commesso e per il quale le forze dell’ordine e la magistratura non fanno altro che il loro dovere.
Partito del no che, tra antagonismi, antagonisti, centrisociali e cinquestelle, è sempre prontissimo ad insorgere contro qualsiasi cosa, gesto, persona, organizzazione, partito e stato si opponga al loro pensiero ed alla loro visione del mondo, mentre ogni atto, spesso illegale, da loro compiuto, non dev’essere in alcun modo contestato, criticato, messo in dubbio e, ovviamente e tantomeno, proibito in alcun modo. Davvero una bella coerenza e, questo so bene che vi brucerà il c**o, un tipico esempio di comportamento fascista, ma chiaramente anche comunista e totalitario in genere che, tanto, son tutti praticamente uguali.
Le maggioranze, le volontà popolari, le scelte europee, la modernizzazione dei trasporti e l’aumento degli scambi commerciali, con relativo aumento dell’occupazione, sono solo fastidiosi dettagli, noiose sfumature, trascurabili minuzie da combattere e contrastare con OGNI mezzo, per l’affermazione di uno stile di vita e un progetto che, mi sa tanto, ancora non hanno deciso e non sanno neanche loro.
P.s.: comunque complimenti per la testarda ostinazione con cui continuate la vostra battaglia, speriamo di retroguardia (ministro Toninelli permettendo...)












