DNAmovement #1: Simona Bertozzi/Enrico Pitozzi
Questa mattina nel nuovo spazio delle Carrozzerie n.o.t. è partito DNAmovement #1, un workshop di due giorni aperto a tutti coloro che sono interessati alle metodologie di creazione e analisi del movimento, di composizione coreografica e produzione di una scrittura scenica del corpo. E' condotto dalla danzatrice/coreografa Simona Bertozzi in sinergia con lo studioso Enrico Pitozzi, nell'ambito del loro progetto PNEUMA. Il risultato dell'esperienza laboratoriale sarà Orphans, creazione coreografica della Bertozzi accompagnata da Chroma, "atto di pensiero" di Pitozzi, entrambi alle Carrozzerie n.o.t. giovedì 24 ottobre alle h18.00. Stamattina eravamo presenti anche noi di DNAscritture, ecco quello che abbiamo visto.
PNEUMA si pone come un'esperienza sul movimento e uno strumento di analisi sulla percezione in relazione alla composizione coreografica e alla sua lettura estetica e fisiologica. Il continuo fluire di informazioni tra la pratica e la teoria riflette una forma dialogica, nutriente anche quando si confronta con le domande e osservazioni dei partecipanti. Il training iniziale, basato su un lavoro a terra di ascolto ed esplorazione dell'origine e della trasmissione del movimento, mira a creare una maggiore chiarezza delle informazioni che scorrono all'interno del corpo, una scrittura interna e profonda che segue le necessità che si mettono in atto. Nel passaggio dalla condizione orizzontale a quella verticale, cambia la percezione dello spazio e anche il punto di vista.
Si passa, quindi, alle riflessioni di Enrico Pitozzi su spazio, percezione, memoria, cervello, corpo, anatomia e immaginazione. Questi concetti, ampiamente sviscerati e messi in relazione tra di loro, sono poi nuovamente riportati nel lavoro pratico, attraverso un esercizio di "micro-composizione" proposto dalla coreografa, che consiste per ognuno del gruppo nel ricercare una precisa scrittura di una frase di movimento e proporla poi all'interno dello spazio di lavoro. Qualcun altro, poi, deciderà di abitarla, nella propria conformazione anatomica, intercettando la scia della presenza dell'altro: "modellando questo pneuma di spazio per indossare la chiarezza dell'informazione", poiché come disse Spinoza: "il corpo è una questione di movimento e riposo, velocità e lentezza e non si determina nella sua sostanza", bensì nelle dinamiche che si irradiano nello spazio fra i corpi e gli oggetti.
Da qui, nuovamente, si apre un momento di scambio verbale nella necessità di definire un vocabolario maggiormente condiviso su parole come materia, forma, imitazione, postura, tensione ed errore, per sostenere, ulteriormente, l'indagine intorno "all'invisibile che è l'ossatura e la dilatazione del visibile", tutto ciò che è al margine della nostra attenzione.
a cura di Maria Elena Curzi









