Un negozio vegano all'avanguardia che fornisce istruzioni sul come sposare uno stile di vita critico e sano, un brand di design per la tavola, un ristorante di sushi o una frutteria possono parlare i linguaggi del fashion? Comunicare il cibo attraverso la moda si può! La domanda è retorica e la risposta affermativa arriva da Libidous, Veg Out, Desire, E.M.F. e Sushiamo, cinque tra i nove lavori realizzati dagli studenti del secondo e terzo anno del CdL Culture e Tecniche della moda in occasione del seminario “From Fashion To Food” condotto dal Prof. Rolando Dotti e dal Dott. Leandro Palanghi. Chiamati a realizzare la campagna di comunicazione di un marchio del comparto food, gli studenti si sono cimentati con le logiche e gli stilemi di rappresentazione visiva tipici della moda, al fine di confezionare un abito à la page per il brand alimentare da loro ideato ad hoc. Locandine, gif animate e video, sono questi gli strumenti del comunicare scelti per farsi portavoce di un nuovo modo di raccontare il cibo, volutamente progettati per veicolare il messaggio pubblicitario non solo attraverso un supporto cartaceo ma anche e soprattutto attraverso il web. Ed è così che una golosa pasticceria è stata pensata come una boutique del gusto, i cui dolci gioiello posseggono un sottile retrosapore libidinoso divenuto motivo ispiratore di una Advertising di rottura, che potrebbe trovare il suo habitat ideale, quanto naturale, sulla versione on-line di riviste alla i-D. Solo cinque esempi di come il cibo possa parlare la lingua della moda sulla scia della koinè dell’ibrido imperante nella post-modernità.