Legambiente: “Applicare la legge sugli ecoreati e rilanciare le alleanze”
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A SAN MAURIZIO D’OPAGLIO SI È SVOLTO IL CONVEGNO DEDICATO AL PATTO PER TUTELARE IL LAGO D’ORTA: PRESENTI IL PRESIDENTE DI LEGAMBIENTE NAZIONALE, I RAPPRESENTANTI DELL’ECONOMIA INDUSTRIALE E DEL TURISMO E GLI AMMINISTRATORI DEL TERRITORIO.
Legambiente: “Applicare la legge sugli ecoreati e rilanciare le alleanze”
Prosegue la quarta tappa dell’edizione 2018 di Goletta dei Laghi sul Lago Maggiore, la campagna di Legambiente realizzata in collaborazione con il Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati (CONOU) e Novamont, che da tredici anni attraversa l’Italia per monitorare la qualità delle acque, degli ecosistemi e dei territori dei laghi. Da anni sono due i fronti principali del lavoro di campionamento della Goletta dei Laghi: l’inquinamento microbiologico e quello delle microplastiche in acqua e dei rifiuti sulle spiagge.
A conclusione della tappa si è svolto il 13 luglio, a San Maurizio d’Opaglio, la tavola rotonda Industria, turismo ed ecosistema lacustre. La ricerca continua dell’equilibrio. Un’iniziativa ideata e promossa dal circolo di Legambiente “Gli Amici del Lago”, in collaborazione con l’Ecomuseo del Cusio, in seguito allo sversamento inquinante dello scorso maggio nel lago D’Orta, fondamentale attrattiva turistica e centro nevralgico dell’identità territoriale.
All’incontro erano presenti Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, (verificare se viene) e Simone Nuglio, responsabile della Goletta dei Laghi, Massimiliano Caligara, presidente del circolo di Legambiente Amici del Lago oltre ai presidenti e ai dirigenti dell’Associazione Nazionale Industria Valvole e Rubinetti, del Distretto Turistico del Lago Maggiore, Sindaci e amministratori del territorio, ai rappresentati di Arpa Piemonte e di Acqua Novara VCO, l’ente preposto alla gestione e depurazione delle acque della provincia.
Il lago, importante presidio di biodiversità, negli ultimi trent’anni ha subito continue aggressioni che ne hanno minato pesantemente l’equilibrio ecologico, al punto che, negli anni Ottanta, fu necessario l’intervento del CNR di Verbania, per ripristinare il ph delle acque di un lago ritenuto biologicamente morto, a causa dei continui sversamenti delle numerose industrie chimiche operanti nel territorio.
A maggio, l’ultimo incidente, ampiamente documentato e oggetto di un’indagine ancora in corso da parte della procura di Novara, ha ricordato quanto ancora sia complicato il rapporto tra il bacino e le attività produttive operanti in quello che è un vero e proprio distretto industriale.
È proprio questo complesso scenario che, ancora una volta, parrebbe porre dinanzi la scelta tra la tutela ambientale e attività produttive di livello industriale, si innesta la tavola rotonda di oggi sul lago d’Orta, presso ilmuseo degli Scalpellini, al quale hanno da subito aderito numerosi rappresentanti delle istituzioni locali e del distretto produttivo della rubinetteria e dell’economia del turismo.
“Lo sversamento di maggio ha fatto di nuovo ritornare lo spettro dell’inquinamento irreversibile per il lago D’Orta – ha dichiarato Massimiliano Caligara, presidente del circolo di Legambiente Gli Amici del Lago –abbiamo però deciso di trasformare questa criticità in un’opportunità, potendo contare anche sulla grande attenzione del mondo industriale locale, che ci ha permesso di consolidare alleanze strategiche tra i vari portatori di interessi con l’obiettivo comune di tutelare maggiormente l’ecosistema del bacino lacustre e di tutto il sistema territoriale”.
Approfittando della tappa della Goletta dei Laghi, infatti, con il convegno odierno l’associazione ambientalista ha voluto rafforzare le basi per la creazione di una fitta rete di stakeholder locali, che possa divenire una vera e propria cabina di regia per la pianificazione in chiave sostenibile del territorio lacustre e, al contempo, un soggetto in grado di garantire quel necessario supporto agli enti preposti al controllo e alla tutela.
Oltre al tema del Contratto di Lago e alleanze, l’incontro è stata anche l’occasione per fare il punto sugli sviluppi dell’incidente di maggio, lanciando un messaggio di supporto alla magistratura e alle ff.oo. impegnate nell’indagine che si auspica, possa portare a sanzioni per i responsabili secondo la legge 68 del 2015, ormai ben nota a tutti come legge sugli ecoreati.
L’applicazione della legge, che introduce i reati ambientali nel codice penale, negli ultimi anni ha prodotto risultati davvero significativi.
“I risultati dello scorso anno sono significativi, a conferma della straordinaria efficacia della 68/2015– sostiene Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – continuano però ad essere fondamentali iniziative come quella odierna, non soltanto per una migliore pianificazione ma, altresì, per continuare lo scambio tra la società civile e magistratura che ha permesso di portare alla luce con chiarezza l’emergenza degli ecoreati nel nostro Paese”.
A tre anni dalla promulgazione della legge sugli eco-reati, infatti, i numeri sulla sua applicazione sono importanti e in aumento: l’anno scorso sono state infatti 538 le ordinanze di custodia cautelare emesse per reati ambientali, con aumento del 139,5% rispetto al 2016; sempre nel 2017, sono più di 6000 le persone denunciate per reati contro la biodiversità.
La proposta lanciata dalla Goletta dei Laghi, dunque, è che nel Contratto di Lago siano garantiti e incoraggiati gli scambi tra la società civile, il mondo produttivo e le istituzioni preposte all’applicazione della legge, al fine di garantire non soltanto la legalità ambientale ma, al contempo una progettazione per la tutela e lo sviluppo sostenibile del territorio.
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