No, Anon. Non credo a un Dio simile come non credo alla creazione del mondo e dell'universo.Se si osserva l'evoluzione del Cosmo come evento, e se si osserva la nascita della vita, questi possono apparire come creazione di qualcosa che prima non esisteva poi “avvengono”, si sviluppano ed evolvono.Questa è la visione dal nostro relativo.Il problema è che il punto di vista è viziato dall'illusione del tempo con cui misuriamo gli eventi.La scienza stessa riconosce questo limite fermandosi all'analisi dei fenomeni e non alla loro origine.Dunque c'è stata creazione o altro?Se si immagina un concetto di Dio, inevitabilmente questo deve essere Assoluto, quindi onnipresente ed eterno. Non si può pensare a Lui come a qualcuno che “a un certo punto”, dall'eternità della Sua “singolarità”, abbia permesso l'esplosione iniziale dando origine al Cosmo con le leggi che lo coordinano.Allora proviamo a partire dal presupposto che niente sia casuale, ma tutto derivi da un principio di coordinamento; una specie di “sintropia” che permette di creare sistemi autonomi complessi (stelle e pianeti) apparentemente contrari al secondo principio della termodinamica; cioè l'entropia, la quale tende “all'ordine”, cioè a indifferenziare qualunque sistema complesso.Da questa idea si arriva alla conclusione che niente è stato creato, ma tutto è formato “casualmente”, seppur nell'ambito di un ordine prestabilito; cioè questo ordine è fondato sulle leggi di questo Cosmo, le quali non sono soggette al caso, ma lo usano per determinare ciò che non è casuale.In questo senso anche la vita e il nostro stesso DNA si sono formati “casualmente”.Ma come?Con il BIg Bang si ha avuto l'inizio del tempo (modulo del Cosmo), insieme a tutte le leggi contenute in questo modulo. Il resto è stato un movimento di affinità che ha formato nebulose, stelle pianeti, galassie e infine la vita in virtù di queste leggi; quindi non una creazione, piuttosto un'emanazione, come manifestazione relativa di un Assoluto.Ritengo che nel Cosmo (se non sulla Terra, in altri pianeti) esista tutto quello che sia “possibile” come espressione di vita. Il limite, dunque, sono solo le leggi di questo Cosmo, nate con il suo inizio; cioè il suo modulo.La casualità, così, nasconde un progetto: la casualità apparente diventa causalità.Questo rende importante le differenze più che le eguaglianze, il rispetto di ogni altra idea e modo d'essere, più che la presunzione di avere una verità esclusiva, per quanto la si possa ritenere migliore.Infatti sono le differenze che stabiliscono il movimento della vita e dello stesso Cosmo.