L'accelerazione di un corpo nello spazio a velocità luce
Einstein aveva ragione. Ma non sapeva perché. Un’equazione gemella per l’energia relativistica potrebbe adesso portarci a superare la velocità della luce. Ritorna Marco Fedi, il preside che sfida Einstein. Ed anche questa volta riesce perlomeno ad insinuare il dubbio: "Non abbiamo in effetti mai provato (vista la difficoltà non da poco!) ad accelerare a velocità relativistiche un oggetto macroscopico", afferma Fedi "e se potessimo farlo ci accorgeremmo che la formula dell’energia cinetica relativistica non produce risultati corretti". Nelle scorse settimane si sono moltiplicati articoli scientifici di carattere divulgativo dove si affermava che “Einstein aveva ragione”, in riferimento alle conferme sull’invarianza della velocità della luce. Eppure Einstein, in sostanza, aveva preso come dato di fatto tale invarianza e su questo postulato ha costruito la sua teoria della relatività. Egli stesso non sapeva il motivo fisico, per esempio su scala quantistica, per il quale un corpo materiale (sia esso una particella o un’astronave) non riesce a superare, ma neppure a raggiungere, la velocità della luce. Adesso un passo avanti pare sia stato fatto nel comprendere tale perché. In un nostro precedente articolo abbiamo parlato degli studi del prof. Marco Fedi sullo spazio vuoto trattato come un fluido non newtoniano dilatante, un tipo di fluidi familiarmente conosciuti con l’espressione anglosassone “oobleck”. In Read the full article











