Qualcuno che mi propone nuovi metodi di studio per gli esami di stato?

seen from Germany
seen from South Korea
seen from United States
seen from South Korea

seen from Italy
seen from Venezuela

seen from United States
seen from France

seen from United States

seen from Malaysia

seen from United States
seen from Ukraine

seen from France
seen from United States

seen from Yemen

seen from France

seen from Canada
seen from United Kingdom
seen from Russia
seen from United States
Qualcuno che mi propone nuovi metodi di studio per gli esami di stato?
Il mio ultimo primo giorno di scuola.
Eh già, sono arrivata all’ultimo anno, il più temuto e odiato, ma da un certo punto di vista aspettato e amato.
Rendersi conto che tra poco la mia adolescenza volgerà al termine mi fa sentire triste. Dover mollare la routine per dar spazio al mondo degli adulti.
Terminare con la scuola per iniziare un nuovo lungo percorso.
Perché la stessa parola maturità dice tutto, non è solo un esame per un diploma, ma la vera e propria conferma che si è diventati adulti, e che come adulti dovremmo essere abbastanza maturi per mollare il mondo degli “adolescenti”.
Nonostante ogni studente reprima quel piccolo affetto che mostra per la scuola, io oggi mi sento di dare spazio alle cose belle.
Non è mai stato rosa e fiori il mio percorso scolastico, soprattutto alle medie e all’inizio delle superiori, ma poi ha trovato la scuola e la classe giusta, con le persone giuste.
Ho incontrato le mie migliori amiche, le persone che mi hanno reso le mattinate di scuola belle e divertenti. Ricorderò la scuola per loro, per le figure pessime fatte, per le interrogazioni andate benissimo e quelle dove sono andata peggio, i professori matti che scimmiavamo durante le lezioni, e le uscite “per il bagno” che usavamo per scappare anche solo per pochi minuti dalla classe. Ricorderò la scuola per i bidelli che ti salvano con le circolari, gli scioperi e le uscite anticipate, le giocate a carte e le assemblee in cui si ci divertiva con poco. Ricorderò la scuola per i compiti in classe che puntualmente mi spaventavano a morte e che mi facevano scrivere tutto sul banco, per i ricevimenti stressanti dove mi sentivo sempre dire “può dare di più”... perché beh, per loro non siamo mai abbastanza.
Ma noi non siamo dei numeri, non valiamo i nostri voti, e questo lo dovremmo ricordare sempre in primis a noi stessi, che per un brutto voto ci abbattiamo credendo di non essere abbastanza.
Noi possiamo essere abbastanza.
Voglio ricordare la scuola per gli scarabocchi sui libri e sui banchi, i diari pieni di scritte, e le chiacchierate con la compagna di banco. La ricorderò anche per i pianti fatti in bagno lontana da tutti, quando credevo di non farcela più, e poi ce l’ho sempre fatta. E anche sta volta ce la farò, supererò quegli esami, e dimostrerò a me stessa che posso essere abbastanza, e anche molto di più.
Perché accontentarsi di essere abbastanza?
Finita questa esperienza dovrò dire addio alle cose infantili, a tutte quelle cose che anche se non fanno parte della scuola, ci accompagnano durante quel periodo: come le prime cotte e le prime delusioni, o i litigi con i genitori e gli amici.
Dopo questa avventura dovrò trovare la mia strada, e decidere cosa farne della mia vita, e questo fa paura. Fa paura perché vorremmo essere, ma bisogna lottare per essere.
Ed io, sono pronta per lottare?
Ci siamo, domani mercoledì 19 giugno 2024 alle 8.30 avrà inizio il "famigerato" Esame di Maturità. Sono 526mila gli studenti pronti a confrontarsi con la Prima Prova: il tema d’italiano.
È l’esame più temuto, il più atteso, il più raccontato, il più sentito, infatti in molti lo sognano ancora a distanza di anni.
Ma quanto sappiamo della storia di questo esame?
Nei primi anni del Novecento l’esame di maturità lo sosteneva chi intendeva proseguire gli studi dopo la quarta elementare, in base ai cosiddetti provvedimenti Orlando con cui il governo Giolitti introdusse in Italia la scuola ‘popolare’ obbligatoria fino a 12 anni. Ma il vero ‘colpevole’ dell’ansia di generazioni di diciottenni ha un nome e un cognome: Giovanni Gentile: Ministro della Pubblica Istruzione del primo governo Mussolini, che nel 1923 introdusse l’esame di maturità al termine degli studi liceali, obbligatori per l’iscrizione all’università.
Dal 1997 non si chiamerà più ‘maturità’: la locuzione cade in disgrazia, in seguito alla riforma Berlinguer, e si trasforma in ‘esame di Stato conclusivo del corso di studio di istruzione secondaria superiore’. Però per tutti resta la ‘maturità’.
Due o tre consigli a caso per i maturandi: non prendete niente per tranquillizzarvi prima dell’esame, altrimenti farete la mia fine, che per un po’ di valeriana rischiai di addormentarmi all’orale. L’emozione ci sta, non vi ucciderà, serve per far crescere il cuore. Non è finita qui. Comunque vada, non è finita qui. Avete un futuro di fronte a voi. Credeteci, da stasera credeteci sempre. Non rimanete ancorati al passato, se potete. Non lasciate che il presente vi terrorizzi. Andate avanti. Sarà una bella estate, ma sarà anche difficile. Sarà l’estate in cui scoprirete cosa significa essere liberi, portare a termine un percorso.
(Susanna Casciani)
Commissari cercasi #esamidistato #plenaria #iwillmisseveryone #colleguesforever #istagram #istamood #maniace #ipsseoa #giarre #chetelodicoafare #adios (presso Maniace) https://www.instagram.com/p/CBcvti9IjJ5/?igshid=1oh2dyifav2w3
Memento Audere Semper #5ASala #5AEno #EsamidiStato #goodluck #anyway #bestrong #averylovelystudents #neverforget #worldisyours #timetosaygoodbye #iwishyouallthebest #comebackwithyourshieldoronit #lebombedelleseilasciatelestare #vivogliobene Ph. Dario Liuzzo (presso Sicilia, Italy) https://www.instagram.com/p/By2kbjLIPcH/?igshid=12e6uak7j6kht
Nuovi esami
Prove scritte finite, ora basta, voglio solo riposare perché sono davvero esausta e ho il cervello in confusione. Oggi non si toccano libri. 8 luglio esame orale e addio.
Camomilla pre-esame.