"Se non incontri compagni saggi e virtuosi, piuttosto cammina solo.
E' meglio vivere soli che in compagnia degli inconsapevoli."
— Buddha

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"Se non incontri compagni saggi e virtuosi, piuttosto cammina solo.
E' meglio vivere soli che in compagnia degli inconsapevoli."
— Buddha
Cari Compagni,
sì, Compagni , perché è un nome bello e antico che non dobbiamo lasciare in disuso; deriva dal latino " CUM PANIS " che accomuna coloro che mangiano lo stesso pane .Coloro che lo fanno condividono anche l'esistenza con tutto quello che comporta : gioia, lavoro, lotta e anche sofferenze.
È molto più bello che "Camerata " come si nominano coloro che frequentano stesso luogo per dormire, e anche " Commilitone " che sono i compagni d'arme.
Ecco, noi della Resistenza siamo Compagni perché abbiamo sì diviso il pane quando si aveva fame ma anche , insieme, vissuto IL PANE DELLA LIBERTÀ che è il più difficile da conquistare e mantenere .
Oggi che, come diceva Primo Levi , abbiamo una casa calda e il ventre sazio, ci sembra di aver risolto il problema dell'esistente e ci sediamo a sonnecchiare davanti alla televisione.
All'erta Compagni !
Non è il tempo di riprendere in mano un'arma ma di non disarmare il cervello sì, e l'arma della ragione e più difficile da usare che non la violenza. Meditiamo quello che è stato e non lasciamoci lusingare da una civiltà che propone per tutti autoveicoli sempre più belli e ragazze sempre più svestite. Altri sono i problemi della nostra società: la PACE , certo ,ma anche il LAVORO per tutti , la LIBERTÀ di accedere allo studio , una vecchiaia serena ; non solo egoisticamente per noi , ma anche per tutti i cittadini .Così nei diritti fondamentali della nostra Costituzione nata dalla RESISTENZA .
Vi giunga il mio saluto , Compagni dell'associazione Nazionale Partigiani d'Italia e Resistenza sempre.
Vostro Mario Rigoni Stern , Mira ( Venezia )
20 gennaio 2007 ( lettera inviata all'Anpi di Treviso
Caro fratoianni, e se occupassimo casa tua adesso ???
Non sono Pasolini che chiede spiegazioni Non sono Ginsberg espulso da Cuba Non sono un frocio mascherato da poeta Non ho bisogno di maschere Questa è la mia faccia Parlo in nome della mia differenza Difendo ciò che sono E non sono poi così strano Mi fa schifo l’ingiustizia E non mi fido di questa cueca democratica Ma non parlatemi di proletariato Perché essere povero e frocio è peggio Bisogna essere acidi per sopportarlo È girare alla larga dai machos dell’angolo È un padre che ti odia Perché il figlio è dell’altra sponda È avere una madre con le mani spaccate dal cloro Invecchiate di pulizie Che ti cullano ammalato Per cattive abitudini Per cattiva sorte Come la dittatura Peggio della dittatura Perché la dittatura passa E arriva la democrazia E subito dopo il socialismo E poi? Che ne farete di noi, compagni? Ci legherete per le trecce come pacchi indirizzati a un centro per malati di aids cubano? Ci metterete su qualche treno diretto da nessuna parte Come sulla barca del generale Ibáñez Dove abbiamo imparato a nuotare Ma nessuno ha raggiunto la costa Per questo Valparaíso ha spento le sue luci rosse Per questo le case chiuse Hanno regalato una lacrima nera Ai frocetti mangiati dai granchi Quell’anno che la Commissione per i Diritti Umani non ricorda Per questo compagni vi chiedo Esiste ancora il treno siberiano della propaganda reazionaria? Quel treno che attraversa le vostre pupille Quando la mia voce diventa troppo dolce E voi? Che cosa farete con quel ricordo di noi bambini Che ci masturbavamo e non solo Durante le vacanze a Cartagena? Il futuro sarà bianco e nero? Il tempo scandito da notte e giorno lavorativo Senza ambiguità? Non ci sarà un frocio in qualche angolo a destabilizzare il futuro del vostro uomo nuovo? Ci lascerete ricamare di uccelli le bandiere della patria libera? Il fucile lo lascio a voi Che avete il sangue freddo E non è paura La paura mi è passata Affrontando coltelli Negli scantinati sessuali che ho frequentato E non sentitevi aggrediti Se vi parlo di queste cose E vi guardo il pacco Non sono ipocrita Forse le tette di una donna non vi fanno abbassare lo sguardo? Non credete che da soli in montagna avremmo combinato qualcosa? Anche se poi mi avreste odiato Per aver corrotto la vostra morale rivoluzionaria Avete paura che si omosessualizzi la vita? Io non parlo soltanto di metterlo dentro e tirarlo fuori E tirarlo fuori e metterlo dentro Parlo di tenerezza, compagni Voi non sapete Che fatica trovare l’amore In queste condizioni Voi non sapete Cosa significa portarsi addosso questa lebbra La gente tiene le distanze La gente è comprensiva e dice: È frocio ma scrive bene È frocio ma è un buon amico Super sim-pa-ti-co Io non sono simpatico Io accetto il mondo Senza chiedergli di essere simpatico Ma ridono lo stesso Ho cicatrici di risate sulla schiena Voi credete che pensi con il culo E che alla prima scarica del CNI Avrei vuotato il sacco Non sapete che la virilità Non me l’hanno insegnata le caserme La mia virilità me l’ha insegnata la notte Dietro un palo Quella virilità di cui vi vantate Ve l’hanno inculcata nel reggimento Un militare assassino Di quelli che sono ancora al potere La mia virilità non l’ho ricevuta dal partito Perché mi ha rifiutato ridacchiando Molte volte La mia virilità l’ho imparata partecipando Alla dura lotta di quegli anni E avete riso della mia voce effemminata Che gridava: e cadrà, e cadrà E nonostante voi abbiate gridato con voce da veri uomini Non siete riusciti a mandarla via La mia virilità è stata il bavaglio Non è stata andare allo stadio E fare a botte per il Colo Colo Il calcio è un’altra omosessualità camuffata Come la boxe, la politica e il vino La mia virilità è stata sopportare le beffe Ingoiare la rabbia per non ammazzare tutti La mia virilità è accettarmi diverso Essere codardo è molto più difficile Io non porgo l’altra guancia Porgo il culo, compagni E quella lì è la mia vendetta La mia virilità aspetta paziente Che i machos diventino vecchi Perché a questo punto La sinistra svende il suo culo flaccido Nel parlamento La mia virilità è stata difficile Perciò su quel treno non ci salgo Senza sapere dove va Io non cambierò per il marxismo Che mi ha rifiutato tante volte Non ho bisogno di cambiare Sono più sovversivo di voi Non cambierò soltanto Perché i poveri e i ricchi Che lo faccia qualcun altro E nemmeno perché il capitalismo è ingiusto A New York i froci si baciano per strada Ma quella parte la lascio a voi Dato che vi interessa tanto Che la rivoluzione non marcisca del tutto A voi lascio questo messaggio E non è per me Io sono vecchio E la vostra utopia è per le generazioni future Ci sono tanti bambini che nasceranno Con un’ala spezzata E io voglio che volino, compagni Che la vostra rivoluzione Dia loro un pezzo di cielo rosso Perché possano volare.
Pedro Lemebel - Parlo in nome della mia differenza
Qualcuno con cui fare amicizia?
Oggi sentiremo la mancanza di molte persone che son lontane da noi. La famiglia, gli amici, il partner, anche gli animali domestici. Penso sia un buon giorno per ricordarsi di non dare nulla per scontato nella vita. La vita stessa è un dono.
Buona Pasqua 🐰🌼
2:45, mancano otto ore alla maturità.
Invece di dormire la passerò a ripetere tutto trenta volte e mezza. Non ho ansia, sono solo scocciata al pensiero di dover tornare in quella scuola da sola, senza tutti i miei amici, senza poter aspettare la campanella mentre fumiamo insieme la prima sigaretta della giornata, senza il caffè di Isa.
Mi mancheranno i miei compagni di scuola, mi mancheranno gli autisti dell'autobus, i bidelli e i professori a cui voglio bene. Mi mancherà lamentarmi per i bagni chiusi, per i termosifoni rotti, per le persone che non sopporto.
Oggi non voglio parlare di cosa non mi mancherà, voglio parlare di quello che mi ha fatta stare bene, di CHI mi ha fatta stare bene.
Questa notte è ancora nostra, di noi che ci videochiamiamo per sapere come procede lo studio e per raccontarci le cazzate del giorno.
Questa notte è ancora nostra, ma ora basta sentimentalismi, torno a ripetere.