Scrivere e sentirsi liberi
Salve a tutti, ritornare a scrivere ogni tanto su questo blog mi distrae dalla vita quotidiana che mi opprime e mi uccide lentamente. Sono qui perché mentre rileggevo una mia vecchia storia online, ho ritrovato un argomento a cui sono legata parecchio: la libertà. Possiamo intendere tantissime cose con questa parola, e io vorrei stare qui per ore a raccontare le sensazioni che si possono provare, quando ci si sente liberi. Però non lo farò, perché io la libertà credo di averla provata raramente. O, rispetto ad altre persone della mia età o a quelle di altri paesi, già l’ho provata e la sto vivendo. Ognuno di noi ha un proprio concetto di libertà. C’è chi vorrebbe andare via dal proprio paese (per ovvie cause), c’è chi vorrebbe scappare, chi invece vivere da solo. E ogni persona ha le proprie ragioni per desiderare tale libertà. La libertà di cui vorrei parlarvi io oggi, è quella della scrittura. Scrivo da quando avevo tipo dodici anni, da quel che ricordo. Lo facevo perché mi divertiva, perché anche io volevo creare nuove storie e nuovi personaggi. Davo nomi buffi ad ognuno di loro, mi piaceva farli litigare per poi fargli fare la pace, un po’ come quando si gioca con le bambole. Mi piaceva far fare amicizia ai personaggi, che poi li consideravo miei veri e propri amici, e gli facevo vivere le migliori avventure che potevo. Questa cosa succede un po’ anche adesso, perché quando scrivo non posso fare a meno di affezionarmi ai miei personaggi. Anche se alla fine mi portano all’esasperazione (dettagli). Scrivere per me è un po’ come volare, scappare sul cielo e posizionarsi su una bella nuvola bianca, con il computer sulle gambe e le parole in testa. Sentirsi liberi è un’emozione rara da provare, e quando la si prova ci si sente quasi il re del mondo. Una sensazione che io credo di non conoscere, ma rileggendo le mie vecchie storie, sento di poter dire che la libertà l’ho provata anche io: scrivendo.















