«Un bicchiere, un riflesso, e il pomeriggio dà il "la" a uno spartito di ricordi. Credo che ognuno di noi sia fatto della terra che l'ha visto nascere. Per me, lei è l'architettura dei fiori di primavera e la febbre del foehn che scende sottovento, scuotendo il foliage con la sua fretta calda. Non è un’assenza, è una percezione esclusiva: un soffio che scalda l'aria quando tutto dovrebbe essere freddo. È l’unicità di un volto che si è fatto vento, magnolia e luce» (Sosio Giordano)











