Ho meditato per la prima volta dopo tanto tempo.
Sono entrata in contatto con me stessa, con il mio subconscio. Ho vissuto momenti del mio passato che credevo dimenticati, o sedimentati infondo al cuore. E li ho percepiti in una maniera tanto lucida da sembrare veri, come se stessero accadendo in quel momento sotto i miei occhi. È stato un qualcosa di magico, d'incomprensibile, capace di lasciarmi un segno nell'anima, nelle ossa, tanto da farmi quasi maledire il ritorno alla realtà. Ho rivisto Roma, con il mio ex, ed il viaggio a Londra dove conobbi due ragazzi che in appena quindici giorni seppero donarmi davvero tanto. Poi ho sentito una voce, la mia voce, mentre la mente vagava e si perdeva tra i luoghi scoperti ed esplorati con il mio migliore amico, oppure rideva di nuovo delle avventure fatte al liceo con quella che ho sempre considerato mia sorella.
"Dove ti sei persa? Come hai fatto a dimenticare chi fossi?" Mi sono state fatte domande a cui fino a poco fa non avrei saputo rispondere, poi, nell'attimo stesso in cui le ho sentite risuonare nella mia mente, mi sono rivista sorridere al college. Mi sono rivista fare amicizia con le persone restando vera, spontanea, piena d'insicurezze ma anche di speranze. È stato il più bello dei sogni in piena lucidità. Un'illusione che mi ha appagato di due anni di malinconia piena. Per poco non ho pianto. "Tu sei tu ed io sono te" ha detto la voce. "Dovremmo ritrovarci" le ho risposto. "Solo quando riuscirai ad accettarti e a perdonarti. Hai tante cicatrici addosso che non devi più vedere come ostacoli, come catene che ti legano al passato, ma come simboli di battaglie vinte... o a cui sei almeno sopravvissuta. Amati, amami e saremo di nuovo unite." Prima di sparire, l'ho sentita accanto a me, darmi una carezza. Poi la mente ha richiamato l'immagine di M e di N. Quanto erano belli. Sono davvero felice per M. Forse in lui più che una cotta, vedevo e vedo un Istruttore, non solo di scherma, ma di vita. È un esempio, una persona da imitare, non da amare. N invece mi attrae, mi sento legata a lui, non da stima come per M, ma da un qualcosa in più e rivoglio i suoi abbracci sulla pelle. E credo di meritarmelo. Anche se la voce, ricomparsa, ha detto che se non mi amerò, non mi apprezzerò io, nessun altro potrà farlo. Forse ha ragione. Devo lottare per accettarmi con tutti i difetti che ho e, soprattutto, devo imparare a pensare di meritare anche io una possibilità. Oltre che a lasciare andare, se le cose dovessero mettersi male.















