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Tu non esisti, ma io ti sento
"Sono egoista, impaziente e insicura. Faccio degli errori, sono fuori controllo e a volte difficile da gestire. Ma se non puoi gestire la mia parte peggiore, allora sicuro come l’inferno non mi meriti quando sono al mio meglio"
lettera a me.
Roma, 28 novembre 2020
Cara me, che fine hai fatto? Dove sei? Quando torni qui? Qua mi manchi tanto, mi manca vederti, averti dentro, sentirti, capirti, amarti. Mi mancano i tuoi bei sorrisi, mi mancano le tue letture infinite e i disegni colorati, ora che tutto un colore non ce l’ha più. Mi mancano i tuoi ricordi indimenticabili, quelli a cui avresti messo una stellina se la vita fosse una galleria; mi mancano le tue lacrime di felicità, le soluzioni lineari ai tuoi problemi.
Ti auguro tante cose, sai. Ti auguro di smetterla di aver bisogno della tua playlist “currently: crying”, quella era solo per i momenti tristi. Ti auguro di dimenticarti dei numeri, di scegliere in base a quelli, solo perché vuoi risparmiare dove puoi, perché una prugna è meno di una mela. Ti auguro di capire che il cibo è solo un mezzo, che ti dà le energie necessarie per poter vivere. Ti auguro di non aver paura di coprire ogni parte del tuo corpo in modo da nasconderla in vestiti enormi; ti auguro di tornare a guardarti davvero allo specchio e non avere paura; ti auguro di non domandarti più se la gente noterà o meno le tue cicatrici, cosa dirà e tu che risponderai; ti auguro di non domandarti più se i bambini si spaventeranno al mare e se darai loro un cattivo esempio. Ti auguro di non fare più i record di ore a digiuno, perché non ti porteranno da nessuna parte. Ti auguro di non pensare sempre al peggio ogni volta che vedi un ponte, una piscina, una vasca da bagno, un balcone. Ti auguro di smetterla di leggere i foglietti illustrativi delle medicine per sapere gli effetti collaterali in caso di overdose. Ti auguro di non far più fatica ad alzarti la mattina e di non passare più i pomeriggi a letto per soffocare i pensieri. Ti auguro di riuscire ad addormentarti anche se non sono le due di notte; ti auguro di non pensare più che sarai una di quelle ricoverate in psichiatria a vent’anni e che fanno continuamente fuori e dentro dall’ospedale. Ti auguro di ritrovarti, per davvero, e di innamorarti della vita di nuovo.
Abbi cura di te, per favore, un abbraccio, te.
<<Chiaretta.>>
Nient'altro da aggiungere.
Forse, devo smetterla di pensare nella mia testa che le cose vadano bene, devo smetterla di sognare e di farmi mille film mentali quando sono a letto, devo smetterla di fuggire con la mente da tutto quello che ho intorno perché tanto ritorno sempre qui, nella realtà, e quando ci torno sto male, male perché le cose non andranno mai come le penso nella mia fottuta testa.
Che tu sia il tuo nuovo inizio