Mio caro Pollicino, se davvero non vuoi farti trovare, dovresti smetterla di seminare briciole.
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Mio caro Pollicino, se davvero non vuoi farti trovare, dovresti smetterla di seminare briciole.
Pentesilea
Una pagina al giorno... #22
Dopo secoli torno a scrivere. Finiti gli esami, tra lavoro e tesi si può dire che il mio tempo libero sia totalmente scomparso e invece ora, grazie all’incessante movimento pendolare, sono riuscita a portare a termine un nuovo libro: Lo Hobbit.
Ci ho messo molto a convincermi che sarebbe stata una buona idea quella di buttarsi su questo romanzo di Tolkien forse perché il film è terribile - a proposito, non guardatelo mai se vi rimane una scintilla d’amor proprio - e non avevo alcuna intenzione di leggere un libro pacco.
Il mio ragazzo, nerd fino al midollo e groupie personale del signor Tolkien, mi ha convinta a prendere in mano questo libro e devo ammettere che ha fatto bene ad insistere.
Lo Hobbit nasce dopo il celebre Signore degli Anelli e viene scritto da Tolkien con l’intento di creare una fiaba da leggere ai suoi figli. Questo lo rende un libro molto leggero e scorrevole che racchiude le paure e i sogni di ogni bambino: paura dei ragni, voglia di fare grandi cose anche da piccoli, i draghi...
E così il protagonista diventa Bilbo Baggins, un hobbit cinquantenne (abbastanza giovane per creature che campano più di 100 anni!) che ama passare le sue giornate tranquillo seduto in poltrona nella dua grande casa sotto la collina. Ma non è un hobbit come tutti gli altri, nelle sue vene scorre il sangue della stirpe Tuc: nota non solo per il suo carattere bizzarro, ma anche per la sua indole avventurosa (assolutamente rara tra gli hobbit).
Braccato da Gandalf e da un gruppo di nani, viene convinto (aka costretto) a partire per una spedizione volta a recuperare l’antico tesoro dei nani tenuto in ostaggio da Smog (eh sì, non Smaug come Peter Jackson vuole farci credere) in qualità di abile ed esperto scassinatore.
L’avventura si snoda tra diversi regni e luoghi tra cui le temibili Terre Selvagge e Bosco Atro: si aprono davanti agli occhi del lettore decine e decine di scenari e creature che ti permettono di immergerti completamente nella storia.
Lungo tutto il cammino si impara ad amare il vecchio Bilbo Baggins, un antieroe che grazie a sprazzi di coraggio e ingegno riesce a salvare la situazione (e anche le vite dei nani in diverse occasioni). Un po’ come il re biblico Davide che uccide il gigante Golia, così anche Bilbo - nonostante la piccola statura e la poca forza - riuscirà a rendersi protagonista di una storia che, almeno in apparenza, non gli appartiene.
Tutto questo è Lo Hobbit, un classico, un evergreen, uno dei capostipiti della letteratura fantasy che, se avrete voglia di leggere, vi regalerà risate, momenti di ansia, tristezza e gioia: proprio come una delle migliori fiabe mai scritte.
Caro Pinocchio...
... le bugie hanno il naso lungo o le gambe corte, è vero, ma tanto dietro lo schermo del pc non ti vede nessuno.
Questo è proprio il paese dei balocchi.
(Fiabe moderne)
Pentesilea
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"Aiaccio", Biagio Russo e Daniela Pareschi - La magia della fiaba moderna... Altro che favola, questo è un vero e proprio racconto breve. Uno di quelli seri, che non hanno bisogno di pagine e pagine per raccontare un mondo...
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