6 giugno 2022, Fienile Fluò – Bologna Convegno nazionale di scambio di buone pratiche CONNESSIONI SCENA NATURA Metto da parte alcuni appunti alla fine di un giorno lungo di ascolto, appunti, camminate. In questa ricerca (scena-natura) ho solo la parola. Davvero. Cos’altro? La voce, il suono del racconto, cosa? La scelta delle parole. Il dominio sull’altro? Le energie. Le dinamiche delle energie invisibili che si mettono in gioco. C’è l’atto dello scrivere e quello del dire. E sono diversi. Ma torna una domanda: sì, ma cosa voglio far esistere? A cosa voglio davvero lasciare spazio? E chi in me “vuole”? C’è un rapporto intellettuale e uno personale, si dice. Bene. Ci sono le buonissime intenzioni, è vero. E sono sacrosante. Ma le buonissime intenzioni non è detto che siano utili per quello che voglio far esistere. Mi sta a cuore la natura, è vero. Ma mi sta a cuore anche l’arte. Non è detto che le due cose passino per le stesse strade. Ricordi la trappola del consumismo artistico? Immettere prodotti nel mondo. Cosa cambia tutto intorno quando si comincia a raccontare una storia? Sei bravo, sai raccontare, bene. E allora? Chi comanda quando racconti una storia? Quale volontà conduce? Sicuramente è necessario partire dalla scrittura. E mi rendo conto di scrivere ora come se tutto del desiderio e del progetto dovesse ancora cominciare. Come a dire: questo è stato fatto, ora possiamo andare oltre. La natura ha bisogno di noi, dei nostri spettacoli? Noi sicuramente abbiamo bisogno di Lei. Alle nove di sera, non è mai troppo tardi, non fare il drammatico, qualcuno ha pronunciato la parola AMORE.







