Non c'è verità, non c'è riflessione
Testo critico contro la società. Quanto scritto avviene per mancanza di amore.
Un malessere mi pervade, sono solo, voglio restare solo. Nessuno mi capisce, io ho bisogno di affondare nel mare nero, non riesco a essere felice come voi, mi fate un po' schifo, mi sembrate finti. Non c'è poesia in una persona che non è mai morta dentro. Non c'è dono più grande della riflessione, non c'è dono più grande dell'antico, non c'è dono più grande nella povertà di spirito, togliti l'orgoglio, smetti di atteggiarti come gran campione, leva questo velo di plastica, che puzza di finto. I tuoi occhi allora sarebbero quelli di un mendicante, di una persona che non ha niente, e così dobbiamo essere. Dobbiamo avere, ma dentro si deve essere come se non avessimo niente. Altrimenti siamo solo degli animali con i soldi. Altrimenti andiamo tutti agli stessi locali, sovraffollati, come le mosche sulla merda, senza riflettere che la birra è più buona da un'altra parte, senza riflettere che non ne vale la pena stare vicino ai cassonetti per bere il vostro cocktail finto, dato che anche fuori è pieno di persone e non ci sono più i tavoli per sedersi. Io ho poco potere decisionale, ma che senso ha lavorare fino alle 7 di sera tutti i giorni per guadagnare soldi che non puoi spendere perché stai sempre a lavoro? Io non ho paura di diventare peggiore di come sono. Non ho paura di niente. Siete voi, bloccati dalle vostre paure che non hanno senso se messe per iscritto, ad essere incatenati in uno stato mentale patetico, con queste maschere e questi scherzi che non fanno ridere, solo per farvi la vostra vita che alla fine di tutto non possiede senso profondo. I migliori fra questi mi sembrano dei robot, succhia soldi e energie, questi giganti del successo che assorbono l'energia degli altri, continuamente, facendo continuare a girare questa giostra demoniaca che ottunde i sensi.














