Dieta e formaggi freschi: perché preferirli agli stagionati
La dieta mediterranea privilegia la semplicità nella preparazione dei cibi, in modo che siano ricchi di elementi nutritivi utili per il nostro organismo. Tra questi alimenti non possono mancare i formaggi freschi come ricotta, primo sale, cagliata, stracchino, crescenza e caprini.
Dal punto di vista nutritivo, la qualità di questi alimenti è indubbia: i formaggi freschi sono completi di tutti gli amminoacidi necessari al nostro corpo per crescere, per riparare i tessuti e per costruire anticorpi e ormoni. Sono ricchi di calcio, soprattutto di fosforo e di vitamina D (molto rara negli altri cibi); tutti elementi utili per il nostro apparato scheletrico sia nel periodo dell'infanzia sia in età adulta. In quest'ultimo caso, infatti, svolgono una funzione di protezione e di prevenzione nei confronti dell’osteoporosi.
I formaggi freschi sono da preferire rispetto a quelli stagionati per la presenza minore di grassi saturi e per il valore calorico. Per i formaggi stagionati parliamo di un 30% di grassi e di 400 calorie per 100 grammi. I formaggi freschi, invece, variano dal valore più alto per lo stracchino (25% di grassi con 300 calorie per 100 grammi) a quello più basso per la ricotta di mucca con il 3.5% di grassi e 146 calorie per 100 grammi. La quantità giusta? Una porzione da 70 grammi, non più di due volte a settimana.
Il nostro consiglio: abbinate ai formaggi un piatto di verdura: le fibre vegetali riducono l’assorbimento di grassi e colesterolo.
Siete intolleranti al lattosio? In questo caso formaggi come mozzarelle sia di vacca che di bufala, stracchino, e generalmente tutti i formaggi freschi/molli dove il contenuto in lattosio è notevole, non fanno al caso vostro (mentre negli stagionati il lattosio è pressoché assente). Fortunatamente in commercio questi formaggi si trovano anche delattosati, quindi l’intollerante al lattosio può tranquillamente consumarli.
Purtroppo l'intolleranza al lattosio è piuttosto frequente: ne soffre oltre il 60% della popolazione italiana ma in pochi ne sono consapevoli. Per oltre il 95% delle persone, l'intolleranza ha una causa genetica: la presenza di una particolare variazione nel gene della lattasi determina una scarsa produzione di lattasi da parte delle cellule del nostro intestino. Per identificare questa variazione c'è il servizio DNASlim + lattosio grazie al quale è possibile verificare la predisposizione del soggetto all'intolleranza al lattosio, ottenere una dieta che permette di tenerne conto e sapere quali sono i cibi giusti per affrontare l'intolleranza.