Ridere insieme…
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Ridere insieme…
Blog per chi ama arte, letteratura, libri, aforismi, musica, fotografia, cinema, teatro, testi, radio, danza, storie di vita e altro
Il primo sguardo, il primo bacio, la prima notte d'amore, non sono niente in confronto con la prima risata che si fa insieme. È quello il contatto decisivo, il vero punto di svolta.
Fruttero e Lucentini - L’amante senza fissa dimora
Ph Will McBride
A che punto è la notte by Carlo Fruttero and
Franco Lucentini
Italian crime novel, oh yeah.
Da molti anni i «Meridiani» hanno smesso di essere solo una collezione di opere più o meno complete e sono diventati libri in varia misura sperimentali, principalmente per due ragioni.
«Tutti credono, diceva [Lucentini], che a piantare un chiodo non ci voglia niente. E mi porgeva un martello, un lungo chiodo. Ecco, prova. E io provavo e fallivo. Vedi? Una bella martellata, forte, secca, dritta, ti riesce solo dopo molta pratica, non si diventa Geppetto o Glenn Gould al primo colpo». Piantare bene un chiodo è una cosa che di certo s’impara in una bottega. Ma per raccontare come si pianta un chiodo ci vogliono scrittori nel vero senso della parola, come Carlo Fruttero e Franco Lucentini.
Fruttero e Lucentini, il testo della lettera a Mondadori e l'articolo "L'arte di parlare ai lettori" di Mario Baudino da La Stampa
Fruttero e Lucentini, il testo della lettera a Mondadori e l’articolo “L’arte di parlare ai lettori” di Mario Baudino da La Stampa
Brutti ma “interessanti”? No grazie, evviva i bei racconti
di Carlo Fruttero Franco Lucentini
Al punto di confusione in cui siamo arrivati in Italia, non è sempre facile far capire e far accettare ai responsabili di una casa editrice la posizione che noi riteniamo di dover tenere nei confronti del pubblico: il quale ci sembra essere trattato dai più, o come un deficiente cui si può rifilare…
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Quando Neil Armstrong impresse la prima orma umana sulla polvere del nostro satellite, ciò che noi provammo, al di là dell'ammirazione per il coraggio suo e dei suoi compagni, e in generale dell'intraprendenza e della genialità della specie a cui apparteniamo, fu un senso di tristezza, di conclusione, di definitiva solitudine. Anche se è avvenuta nel 1969, la conquista della Luna è in realtà un'impresa ottocentesca, appartiene idealmente a quel secolo di fondamentale ottimismo, di sanguigna e orgogliosa fiducia nella scienza, di vaste e nobili aspettative; e anche se nei prossimi cinquant'anni altri ardimentosi sbarcheranno su Marte, su Venere, su tutti i pianeti del Sistema solare, questo non ci avvicinerà di un passo (si fa per dire) alle stelle della nostra galassia, che sarebbero l'unica vera via d'uscita per i dieci o venti miliardi di uomini sottonutriti e isterici che popoleranno la Terra nel prossimo secolo. I viaggi spaziali, così come li abbiamo concepiti e realizzati, ci inchiodano nella nostra piccola gabbia, ci costringono a misurare concretamente i confini del nostro giardinetto. […] Né noi, né i nostri figli, né i nipoti dei nostri nipoti, esploreranno Rigel, combatteranno contro i Denebiani, scivoleranno in un universo parallelo, viaggeranno con macchine del tempo, troveranno, oltre la porta della cucina, la quarta dimensione. Questo ci dice, in sostanza, la conquista della Luna
Fruttero e Lucentini, “I ferri del mestiere”
La vecchia si coprì la faccia con le mani, in quello che doveva essere il suo gesto estremo di impotenza e solitudine in mezzo alla degenerazione della vita. – Perché dovete trattarvi così, tra fratelli? Vi volevate così bene! Andavate così d'accordo! A Courmayeur giocavate...
Carlo Fruttero e Franco Lucentini, La donna della domenica
Ne pas traîner au lit. Vale a dire: "Dormite anche finché volete, ma una volta sveglie, subito in piedi!". (Se no, vi venivano i cattivi pensieri.) Era stato uno dei precetti fondamentali delle suore, per le vacanze. Che sciocchezza. I pensieri buoni o cattivi dipendevano da come ti svegliavi, non da quando ti alzavi.
Carlo Fruttero e Franco Lucentini, La donna della domenica