Che cos'è veramente Dio? si chiese [il commissario] Santamaria senza falsa modestia.
Da un punto di vista professionale, una sola analogia sembrava adattarsi abbastanza bene al difficile caso. Remoto, enigmatico, inaccessibile, il Grande Mafioso non era mai stato visto a volto scoperto, ma il Suo immenso potere si manifestava fulmineamente ovunque e tutti erano consapevoli di non poter muovere un passo, fare un gesto, senza che Egli lo venisse subito a sapere. Anche altri attributi corrispondevano: la smisurata ferocia, le dure lezioni impartite a nemici e traditori, temperate tuttavia da tenerissime indulgenze, da subitanei, quasi capricciosi slanci di generosità nei confronti di vedove, anime semplici, bambini.
Si dava per certa l'esistenza di un Suo occulto piano, così sottile, meticoloso e complesso che nessuno pensava di poterne mai indagare seriamente il fine ultimo. Ma molti affermavano di averne scoperto certe fasi parziali, certi nessi e dettagli, certi moventi limitati, e altri - millantatori, profittatori, esaltati, pazzi - tentavano continuamente di inserirsi nel "giro" proclamandosi esecutori diretti dei Suoi ordini, interpreti della Sua vera volontà; mentre alcuni beneinformati facevano correre ambigue voci circa la Sua triste, solitaria vecchiaia, la Sua inarrestabile emarginazione, addirittura la Sua morte.
da C. Fruttero, F. Lucentini, A che punto è la notte