Spietate riflessioni estemporanee
Non guardo quasi mai la tv "tradizionale", ma stasera facendo zapping sono capitata su "Le Iene". In circa 20 minuti di programma ho assistito a:
"Revival Vanna Marchi & figlia" ovvero persone che hanno deciso di spendere una fortuna per comprare erbette e ramoscelli per difendersi dal malocchio e della iatture e per questo si son sentite gabbate.
Persone che vanno in un ristorante e, dopo aver ordinato astice e ostriche senza controllare il prezzo alla carta, si sentono ingannate quando il conto presentato supera i 200 euro.
Genitori che ripudiano i figli e non gli rivolgono più la parola perché hanno disubbidito ad una norma imposta da Geova. Salvo poi redimersi e dichiarare di essere stati plagiati.
A fronte di questi 20 minuti (che credo mi basteranno per i prossimi 10 anni) mi sento di fare una riflessione. Vanna Marchi si è fatta i suoi anni di carcere e nessuno si è posto il problema di interdire (in quanto non in grado di intendere e volere) i "gabbati", che lieti dedicheranno le loro energie a combattere i demoni oscuri del malocchio, votare senza criterio e spendere una fortuna in ristoranti che non si potrebbero permettere, ma che frequentano ugualmente peccando inoltre di tracotanza per un desiderio immotivato di "grandeur". Sui testimoni di Geova invece non lamentiamoci. Puntiamo il dito contro la loro fissa insana di proibire le trasfusioni e poi tuteliamo il "diritto" dei pro-life di piazzarsi davanti agli ospedali pubblici a salmodiare contro l'aborto. In effetti tutto torna: quelli che credono al malocchio e si fanno raggirare da Vanna Marchi (o dal ristoratore furbo di turno) possono ancora andare a votare e votano, tendenzialmente, con la stessa ragionevolezza dimostrata in altri frangenti.