Cari giovincelli che vi condividete la musica direttamente dalle casse del cellulare, prima o poi sarà mattina presto per otto ore di lavoro anche per voi.

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Cari giovincelli che vi condividete la musica direttamente dalle casse del cellulare, prima o poi sarà mattina presto per otto ore di lavoro anche per voi.
E poi vedi dodicenni vestiti con uno stile che neanche i modelli in passerella hanno... Cazzo quando avevo dodici anni il massimo della moda erano le scarpe che si illuminavano e non riuscivo a portare bene neanche quelle
Sulle pronte ritirate
Ieri ho scoperto che mia sorella in tutta la sua infanzia non ha mai visto nemmeno una puntata di "Esplorando il corpo umano", quando per me è stato un caposaldo assoluto delle ore di scienze, che si andava in fila per due nell'unica aula della scuola con la televisione a vederlo. Stavo già per schernirla per il resto dei suoi giorni e inneggiare al gap generazionale che ci separa, finché non mi ha detto che le sue insegnati le facevano vedere questi filmati di Superquark con Piero e Alberto Angela miniaturizzati che vagavano per il corpo umano e ti spiegavano gli organi interni e tutto il resto. Cavoli, ho pensato, sembra meraviglioso! Mi sono dichiarata sconfitta e ho ritirato immediatamente tutti i miei sbeffeggiamenti.
Punto di vista di una ultraottantenne riguardo alla Rivoluzione digitale
Una loquace signora di 83 anni che si è dichiarata disponibile ad essere intervistata riguardo alla Rivoluzione digitale mi ha dato le seguenti risposte, che desidero riportare.
D: “In che cosa consiste secondo lei il termine Rivoluzione digitale?”
R: “Per me si tratta di una evoluzione tecnica relativa all’impiego delle dita che va dall’uso di un solo tasto per il telegrafo alle tastiere della macchina da scrivere, dei nuovi telefoni fissi e mobili, dei computer e del telecomando, che attualmente permette di accedere a numerosi canali televisivi.”
D: “Non sa che la parola digitale deriva dall’inglese digit, che significa cifra, e non ha rapporto con la tastiera?”
Un po’ confusa per la mia osservazione la signora, forse per giustificare l’affermazione precedente, si abbandona ad una lunga disquisizione:
R: “Io sono anziana, quando ero giovane l’unica lingua che si studiava nelle scuole era il francese, che conosco bene. La Lingua della “perfida Albione” (ndr: la lingua inglese), come la chiamava Benito Mussolini, non ha destato il mio interesse, forse perché questa espressione è rimasta a lungo impressa nella mia mente di ex Piccola Italiana: manipolata e condizionata dalla propaganda battente ed esaltante dei discorsi del Duce.
Qualche anno fa, spinta dal dilagante uso della lingua anglosassone ho tentato un approccio, ben presto abbandonato per le difficoltà incontrate nell’apprendimento a causa delle divergenze fonetiche, grammaticali e strutturali con le lingue neolatine. Temo il rischio che il nostro dolce idioma, retaggio della civiltà e dello splendore di Roma, venga soppiantato dalla lingua inglese, così come la Lira fu sostituita dall’Euro.”
Per interrompere il fiume in piena della mia interlocutrice che non concede spazio allo scopo della mia intervista, pongo a bruciapelo la domanda:
D: “Lei ama la televisione, o meglio è contenta che sia stata realizzata questa invenzione?”
R: “Certamente. Vivendo da sola, la televisione mi tiene compagnia, riempie le mie giornate ed attrae il mio interesse. Devo però evidenziare che molti tra i film che vengono mandati in onda sono troppo osé, a volte truculenti e diseducativi. O tempora, o mores. Perché la censura non interviene?”
D: “Lei forse ignora che la censura televisiva è stata sostituita dalle sovrascritte Visione in presenza di un adulto, VM14, VM18. Inoltre, è a conoscenza che la sua gratitudine per l’invenzione della televisione la deve agli inglesi?”
R: “Non lo sapevo. Comunque se non l’avessero inventata loro, penso che l’avrebbero realizzata gli scienziati italiani. Per certo io so che molte invenzioni nell’ambito delle comunicazioni sono state compiute da nostri connazionali.”
D: “Lei fa uso del computer?”
R: “No, io sono una conservatrice. Un po’ ostile a questi marchingegni che mi stanno complicando la vita per vari motivi. La mia memoria vacilla e l’apprendimento mi è diventato faticoso, perciò non mi sento in grado né ho l’opportunità di impararne l’uso. In secondo luogo, come molti altri pensionati non posso permettermi le spese dell’acquisto di un computer e di un abbonamento ad Internet.
Ultimamente ho ricevuto una lettera dall’INPS che mi comunica che devo attivarmi per ricevere il mio CUD online. Costoro, o chi per essi, non tengono conto che i pensionati sono anziani, talora con scarse risorse, con difficoltà motorie o di altra natura. Non tutti quindi possono affrontare lunghe code ed ore di attesa nei centri CAF per avere il CUD, forse anche a pagamento.”
La signora ha finito, io soggiungo :
D: “Comprendo le difficoltà delle persone anziane a fronte dei problemi che lei ha illustrato e che non sono di poco conto. Lei ritiene che l’avvento delle nuove tecnologie telematiche possa offrire ampie prospettive ai giovani?”
R: “Non del tutto, io ritengo che l’evoluzione tecnologica spinta al parossismo ed a un uso scellerato possa ritorcersi contro l’umanità. Ogni medaglia ha il suo rovescio. Lo sfruttamento della tecnologia può sconfinare nel mondo inquietante delle truffe, degli hacker, dei virus e del condizionamento ideologico. Tutto dipende dall’uso etico, saggio ed oculato che ne fa: sia ciascun membro della società, sia chi detiene mezzi e potere.”
Terminata l’intervista, le risposte della signora, che ha dimostrato di avere una certa cultura ma non più al passo con i tempi, mi hanno lasciata pensierosa perché in queste ho colto pessimismo ed amarezza. Perché tanto scetticismo nei confronti dell’evoluzione tecnologica? Colpa dell’età, della guerra, del gap generazionale?
Ai miei lettori la risposta...
Sabrina Camurati
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"Scusi" tua sorella, brutto coglione di un adolescente. No, non ce l'ho un accendino e se lo avessi lo userei per appiccarti fuoco.
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