Napoli, giugno 2018.
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Napoli, giugno 2018.
Riepilogo di maggio
Chiedo scusa se non sono più molto attiva sul blog... Questi ultimi mesi trascorrono molto rapidamente e mi sembra di non riuscire a combinare nulla. Vorrei raccogliere più spesso qui frammenti della mia scrittura, forse qualche profilo dei miei personaggi o aggiornamenti su progetti specifici, vediamo... Intanto, ecco il mio riepilogo di maggio.
Obiettivi di maggio: cosa sono riuscita a fare
1) Scrivere la prima stesura di Fiammiferi
Non esattamente, però l’ho cominciata e questo è già un bel passo in avanti, considerato che ho rimandato la scrittura di questo racconto per cinque mesi. È una reinterpretazione dark della fiaba della piccola fiammiferaia. Sono prossima al finale, che però mi sta dando qualche problema. Aiuto.
2) Scrivere la quinta stesura de Il giorno dopo
Nope. Non ho nemmeno aperto il documento Word, né ci ho pensato attivamente. Non sono sicura di tenerlo come obiettivo per il prossimo mese, anche se l’idea di lavorare intensamente a un racconto per cercare di pubblicarlo mi alletterebbe.
3) Arrivare a 15mila parole nella seconda stesura de La casa delle maschere
Un gigantesco “no”. Non ho scritto né editato una singola parola dalla fine del Camp. Sarei molto abbattuta per questo (e in effetti un po’ lo sono) se non fosse che credo di aver capito il problema di questa stesura. La prima stesura era raccontata dal punto di vista di sei diversi personaggi e questo rendeva il libro... complicato. Perciò avevo deciso di riscrivere il tutto limitandomi a un solo POV, quello di Eva, ed ero convinta che fosse sufficiente. Tuttavia non riuscivo a liberarmi della sensazione che il libro stesse perdendo in potenza, finché non ho capito: lasciando la trama invariata, Eva non poteva essere la protagonista, perché non era il personaggio con la posta in gioco più alta. D’altra parte, non riesco a immaginare il libro raccontato da nessun’altro. Perciò la soluzione è semplice: occorre cambiare la trama, e ho già una buona idea sul come farlo. Il problema è che avrò bisogno di riscrivere completamente l’outline e questo richiederà tempo, con il rischio di non riuscire a farcela entro il prossimo Camp.
4) Leggere almeno due libri
Fatto. Ho letto Uomini e topi di John Steinbeck e L’arco di trasformazione del personaggio di Dara Marks. Mi sono piaciuti entrambi e credo che entrambi abbiano arricchito le mie capacità di scrittura: il primo ha contribuito a farmi venire un’idea per una storia di impianto teatrale (vedi sotto); il secondo è stato il principale responsabile dell’epifania su La casa delle maschere, perciò posso dire di aver più che realizzato questo obiettivo.
Cose che non avevo previsto ma che ho fatto
1) Ho scritto un’altra sceneggiatura
La sceneggiatura che ho scritto il mese scorso è piaciuta così tanto che me ne hanno commissionata un’altra, sempre per la stessa serie! (E io ero tipo: eh? Davvero???) Naturalmente ne sono stata entusiasta, anche se questa nuova sceneggiatura è stata un piccolo incubo da scrivere... :S
2) Ho avuto un’idea per un nuova storia (forse una breve opera teatrale?)
Come vi dicevo, ho avuto un’idea per una storia e, forse influenzata dalla lettura di Uomini e topi, vorrei darle un’impostazione teatrale. Non ho mai scritto nulla per il teatro, ma potrebbe essere una sfida interessante, anche perché la storia sembra voler essere scritta come un dialogo teatrale. Ma questa è solo una parte della verità, perché il concept della storia in realtà ha avuto origine da un mio sogno ad occhi aperti su un personaggio che sto ruolando per un gdr. La trama e le dinamiche tra i personaggi ci sono tutte, il problema sarà riadattarla a un nuovo contesto. Purtroppo ho molti altri progetti su cui lavorare, perciò è probabile che questa storia dovrà attendere.
Obiettivi per giugno
Finire la prima stesura di Fiammiferi
Cominciare una nuova outline per La casa delle maschere
Scrivere la quinta stesura de Il giorno dopo
Leggere almeno due libri
Riepilogo di giugno
La prima metà del mese è stata estremamente produttiva. Ho letto molto e ho lavorato molto. La seconda metà del mese è stata... piena di eventi, ma ho comunque dedicato del tempo alle mie storie. Ora che la prima metà del 2018 si è conclusa, ho anche riflettuto su quali saranno i miei obiettivi per i prossimi mesi, su ciò che desidero per me stessa e per il mio futuro. Dopo una serie di mesi difficili, mi sento bene, il più delle volte, e sono felice.
Obiettivi di giugno: cosa sono riuscita a fare
1) Finire la prima stesura di Fiammiferi
Ci sono voluti sei mesi di buoni propositi, ma alla fine ce l’ho fatta. Il primo di giugno ho raccolto il coraggio e ho scritto il finale che mancava senza rileggere quello che avevo scritto fino a quel momento, senza preoccuparmi troppo del risultato. Ora ho la prima stesura completa di un nuovo racconto ed è stato il modo migliore per iniziare il mese.
2) Cominciare una nuova outline per La casa delle maschere
Sì e no. Non ho materialmente cominciato a scrivere una nuova outline, ma ho lavorato molto alla nuova storyline, ho riempito molti buchi di trama, risposto a molte domande e me ne sono poste molte altre. È ancora un work in progress, ma mi riempie di soddisfazione.
3) Scrivere la quinta stesura de Il giorno dopo
Fatto, senza troppi problemi. Ho fatto meno interventi di quanto pensassi, ma la backstory adesso è molto più chiara. Ho continuato a ritoccarlo durante il mese e ho individuato a quali riviste mi piacerebbe proporlo. La mia paura è di non riuscire a capire quando arriverà il momento di lasciarlo andare... Ma credo che potrebbe arrivare presto e l’idea mi emoziona molto.
4) Leggere almeno due libri
Fatto. Ho letto i primi due libri del mese così in fretta che speravo di riuscire a toccare la tripletta questa volta, ma la lettura del terzo libro (oltre 600 pagine in inglese) mi sta impegnando di più. I due libri sono stati Zelda di Therese Anne Fowler (che mi ha colpito molto più di quanto mi aspettassi dal punto di vista personale) e 3 salici di Ann Brashares.
Cose che non avevo previsto ma che ho fatto
1) Ho scritto una canzone (!)
Nell’arco di pochi giorni ho avuto l’ispirazione per il ritornello, arrangiato un accompagnamento con l’ukulele e scritto il resto delle lyrics. Considerato che provare a scrivere una canzone era uno dei miei obiettivi per quest’anno, riuscirci in maniera così naturale è stata una bella spinta per la mia autostima. Avevo già fatto un tentativo qualche mese fa, ma avevo affrontato la cosa con tanta serietà e tanta pressione che il tentativo si era tristemente arenato. Questa volta mi sono imposta di affrontare le cose in modo diverso, con più... leggerezza. Naturalmente il risultato non è granché, ma è una canzone, e l’ho composta io. E il giorno successivo ho anche composto una melodia e un arrangiamento per un’altra canzone, a cui mancano ancora le parole. Quando ci penso sono ancora incredula.
2) Ho cominciato a lavorare al concept di una sit-com
Ho iniziato a vedere una nuova sit-com e qualcosa nella mia mente è scattato. Ho ripreso in mano un paio di idee che avevo avuto tempo fa e... niente: ho iniziato a lavorarci! Se ne uscirà fuori qualcosa, non lo so ancora, ma il solo fatto di avere un progetto del genere mi entusiasma, perché è completamente al di fuori della mia comfort zone, anche se sembra la cosa più divertente del mondo. :D
Obiettivi di luglio:
Scrivere ogni giorno due pagine di appunti per La casa delle maschere
Cominciare a scrivere un nuovo racconto
Proporre Il giorno dopo a una rivista letteraria
Scrivere il testo della canzone che ho composto a giugno
Leggere almeno due libri
L'editoriale del numero di giugno 2018 di Borghi Magazine su: http://www.diggita.it/v.php?id=1627402
Notte tra l’8 e il 9 giugno 2018
Sono a casa. I piedi mi fanno ancora male. Sto togliendo lo smalto nero dalle unghie: cancello le ultime tracce di questa serata irreale. Solo qualche ora fa aspettavo di vederli e adesso è quasi come se quell'esibizione durata un'ora e mezza non fosse mai esistita. Solo qualche minuto fa, i Placebo suonavano di fronte ai miei occhi.
Ricordo ancora la prima volta che venni a conoscenza della loro esistenza: fu dopo aver ascoltato Running Up That Hill. Una delle canzoni che hanno accompagnato le mie solitudini. La stessa canzone con cui i Placebo hanno chiuso il concerto di questa sera. Quel concerto che, per di più, ha avuto luogo nella mia città natale. Sono ovattati i ricordi di una serata tanto vicina quanto, ormai, lontana. E lontani li sentivo anche mentre suonavano, poco fa, nonostante fossero a quattro metri di distanza da me. Lontani e vicini nello stesso momento. Lontani perchè è così, che sono sempre stato abituato a percepirli. E vicini per lo stesso motivo. Rimpiango di non averli - forse - vissuti abbastanza. Un po' perchè ero più in me che in loro (il sottoscritto solo sappia ciò che questa affermazione sta a significare), un po' perchè delle canzoni che più mi stanno a cuore ne sono state suonate solamente quattro. Ma questo non importa. E adesso sono segnato da un'altra, nuova, malinconia: li ho avuti così vicini che, d'ora in avanti, ad ogni nuovo ascolto, li sentirò ancora più lontani.
E intanto questo momento si configura come la fine di qualcosa. Un qualcosa che, con Running Up That Hill, inizia e finisce. Stasera il concerto e domani, ahimè, sarà l'ultimo giorno di scuola della mia vita.
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