“La ragazza sapeva benissimo che piovono cuori ovunque, e noi spesso scappiamo al riparo, chiedendoci se quando pioveranno i nostri troveranno ombrelli aperti che li faranno rimbalzare via o qualcuno che li prenderà al volo. Guardava la rosa di carta e pensava che forse non voleva saperlo. Una volta, anche lei aveva visto un cuore venirle incontro, e le era sembrato enorme, come il suo. Lo vide avvicinarsi come un grande sole rosso che aveva perso la strada per il tramonto. Da lontano, le sembrava proprio un cuore e, quando capì che si trattava di un guantone da boxe, era troppo tardi. […]. E la porta si apre e la porta si chiude, e qualche volta capita anche di scorgere l'arcobaleno, ma non vedi più cuori e neanche guantoni da boxe. Il Tempo è bravo a togliere i segni altrui, perché è ansioso di lasciare i propri. Ma può accadere che, dopo aver venduto per anni bottiglie a tutti, un giorno ne assaggi una e, ridendo da dentro la vetrina, confessi a te stessa di voler bene a un livido e di esserti innamorata di un pugno. E allora il Tempo perde sangue dal naso e getta la spugna, crolla sul ring.”
Le parole sognate dai pesci, La ragazza del negozio di liquori, Davide Van De Sfroos












