Durante il papato di Rodrigo Borgia, Alessandro VI, la corruzione e il lusso della chiesa di Roma raggiunsero il massimo. Queste stanze, gli appartamenti privati in cui viveva con la famiglia, devono averne viste molte... Una volta, durante un banchetto, suo figlio Cesare chiamò 50 prostitute e la festa si trasformò in orgia. Sono sei ambienti, uno scrigno di decorazioni preziose e raffinate, uno dei cicli quattrocenteschi più ricchi, con influenze tra il gotico internazionale e lo stile moresco, raffiguranti episodi della storia cristiana e mitologia greca, ma anche misteri egizi. Tra le figure si possono riconoscere i ritratti di Lucrezia Borgia e suo fratello Cesare, nelle vesti dell'imperatore, nell’affresco “Disputa di santa Caterina” e il papa stesso nella “Resurrezione”. Li realizzò il pittore Bernardino Pinturicchio con aiuti tra 1492-1494 negli anni in cui, dall’altra parte del mondo, si scopriva l’America. Dopo la morte del papa queste stanze furono abbandonate, il suo successore Giulio II preferì farsene altre, quelle che divennero le Stanze di Raffaello: da un lato ancora il medioevo e l’umanesimo, dall’altro il rinascimento e l’epoca moderna. Le stanze Borgia furono un po’ dimenticate, così come il gusto quattrocentesco, che fu riscoperto solo con il revival dei primitivi verso fine ottocento. Fritz Saxl scrisse: "non esiste forse in questo periodo nessun'altra opera in cui il paganesimo e l'orgoglio individuale abbiano potuto manifestarsi con altrettanta nettezza che nell'appartamento Borgia". . . . #museivaticani #museivaticaniroma #stanzedeiborgia #borgia #iborgia #rodrigoborgia #pinturicchio #affreschi #vaticanmuseum (presso Vatican Museums - Musei Vaticani) https://www.instagram.com/p/CDB-9FFIXk5/?igshid=1wdfi9al9flbh