Tu sei un mondo a parte, idilliaco e assolutamente fuori dagli schemi.
Il posto che chiamo casa.
Tutto ciò che è dentro il mio spazio e ciò che ne è rimasto fuori.
L’intreccio tra l’immaginato e il concreto, nella sua immediata trasparenza.
Il filo a piombo che cade dentro la contemporaneità di un presente interminabile.
L'orchestra sinfonica interiore.
L'ingranaggio perfetto per la mia umana fragilità.
L'affetto duraturo nella precarietà dei giorni.
La più stabile tra le strutture improbabili. In qualunque parte come nel complesso.
L'ultimo domicilio abitato in cui mi sono sentita così viva, da poter fare a meno della definizione di abitudine.











