«Vedo nuvole erranti in un azzurro che si fa profondo, quasi solido. C’è una strana densità stasera: la luce non riempie l’aria, ma sembra emanare dagli oggetti stessi, come se le forme portassero in dote il proprio splendore. Quando questa luce si spezza, non produce riflessi ma immagini: cristalli di un troppo pieno che non trova spazio nel racconto. La verità abita lo spazio tra una parola e l’altra, in quel vuoto che è ascolto puro. Ciò che resta è l’immaginale, una rêverie che salva il passato nell’eterno presente: quell’istante cristallino in cui la precisione di Carver incontra il silenzio metafisico di de Chirico» (Sosio Giordano)












