Quello che capita, capita adesso
E' indubbio che la chiave della comprensione, sia "essere se stessi" nonostante tutte le contraddizioni fra ciò che si pensa e ciò che si fa.
Infatti non è facile usare questa chiave, proprio perché il nostro io non vuole mai essere uguale a se stesso e non sa cogliere l'attimo. Proietta il proprio mondo nel futuro e si proietta in un'illusione dell'essere che non appartiene mai al momento vitale che è il solo "reale".
Ho imparato che il mondo è creato adesso; perciò tutto quello che capita, capita adesso. Se non stiamo immersi nel presente, ci troveremo sempre a cavalcare sull'onda sbagliata.
Il filosofo greco Zenone descrive bene il vero senso della Realtà col suo "paradosso della freccia" nel quale dimostra come una freccia in volo in realtà sia sempre in quiete.
In ogni istante la freccia occupa una porzione di spazio sempre uguale a se stessa. Il movimento è impossibile in quanto un istante, per definizione, non ha parti; se la freccia fosse in grado di muoversi nel corso di un istante, ci troveremmo in contraddizione con la definizione di istante. La freccia, infatti, si troverebbe in una certa posizione nella prima parte di un istante e in una posizione diversa nella parte successiva di un istante.
Quindi sembra che la freccia non sia mai in movimento, ma anzi "in qualche maniera miracolosa il mutamento di posizione deve verificarsi tra un istante e l'altro, cioè in nessun momento del tempo".
Se la freccia non si muove in alcun istante dato, come può allora realizzare il suo volo?
Questo è il miracolo e il paradosso della vita stessa, la quale esprime l'attimo, ma, nello stesso tempo, sposta l'essere a esprimere l'attimo successivo in un apparente divenire che non esiste.