C'è questo amico, da cui mi sono allontanata un po'. In realtá lui sapeva essere un ottimo amico. Mi ascoltava sempre sparare cavolate infinite, senza stancarsi mai. Passavamo ore, giorni, settimane a parlare incessantemente, di tutto. Ed era divertente parlare per cosí tanto tempo di niente. Lui mi ascoltava sempre, quando ero triste, nervosa o arrabbiata. E mi faceva sfogare. Mi dava consigli, nonostante non li seguissi mai perchè non proprio azzeccati. Ma mi stava a sentire. Siamo sempre stati molto simili caratterialmente, sicuramente molto di più che con quest'altro lui che tanto mi fa dannare. Non erano tantissime le cose che ci separavano. Era piacevole svegliarsi la mattina e ricevere il suo buongiorno e andare a letto con la sua buonanotte. Era bello sapere che c'era qualcuno a cui importava di me nonostante tutto. Ed era bello perchè mi sopportava. E io non sono proprio facile da sopportare, a volte mi do sui nervi da sola. Pretendo di essere forte sempre, in qualsiasi situazione, vestendomi di orgoglio. Lui mi guardava, ogni qual volta che fingevo. Scovava la bugia e mi faceva parlare. Mi diceva che non dovevo per forza restare tranquilla. Se tutto dentro di me stava andando in pezzi allora dovevo urlare, prendere a pugni qualcosa. Sfogarmi. Mi diceva che piangere è umano e che non mi avrebbe mai giudicato se anche solo una lacrima fosse uscita dai miei occhi. Ma lui sapeva com'ero fatta. E quando mi ritrovavo sul punto di piangere guardavo da un altra parte, cambiavo tono e facevo finta di niente. Come se ció che mi stava uccidendo in realtá non mi scalfisse nemmeno.
Avevo questo amico, con il quale mi divertivo a parlare di videogiochi. Io adoro i giochi maschili e lui ha sempre ammirato questa cosa. Diceva che ero la prima ragazza che conosceva che voleva giocare a giochi di sparare. Questo amico era importante per me. Ma non era cosí semplice. Lui ha avuto un passato molto difficile, e, come me, vive di rabbia e di impulsivitá.
Lui fuma, e anche tanto.
Lui beve, forse troppo.
Lui è imprevedibile. E se per messaggio o in conversazioni serie mi ascoltava col cuore in mano ed era il migliore amico che potesse esistere, in situazioni diverse allungava un po' le mani. Non mi ha mai sfiorato, non gliel'ho mai permesso. Ma se anche scherzando iniziavo a stuzzicarlo lui continuava il gioco, abbracciandomi un po' più stretta, facendomi il solletico con quella malizia che a lungo andare mette a disagio e toccandomi in modo sbagliato, un modo in cui un amico non dovrebbe toccarti. Ogni volta ero costretta a d allontanarmi, mi sentivo a disagio ma mi dispiaceva tagliare i rapporti, anche perchè poi per messaggio tornava lo stesso di sempre. Ma puntualmente, dopo avergli dato solo un briciolo di confidenza lui si prendeva il dito con tutta la mano, e mi stuzzicava. Spesso mi sono ritrovata ad apprezzare questo genere di attenzioni. Lui è un'anima tentatrice e sapeva di colpire nel segno quando lo lasciavo fare, magari perchè in quel preciso momento avevo bisogno di sentirmi come lui mi faceva sentire. Ma non era sano. Non era giusto. Non era normale. Così l'attrazione passava in fretta al ribrezzo e piú di una volta mi sono allontanata. Ci siamo sempre ricercati peró, come se in fondo la nostra amicizia ci servisse per tenere i piedi per terra. Ora è il mio turno. È da un mesetto circa che sto valutando l'idea di ricontattarlo. E sono spaventata da morire. Perchè nonostante una parte di me lo voglia indietro l'altra mi sta suggerendo ripetutamente di non farlo. In questo momento è tutto un casino. Non ho idea di cosa fare. Ho paura.