« Ti porto fuori da qui, mh? » con le labbra che si piegano in un rapido sorriso, prima che possa indirizzare la bacchetta contro la serratura della cella « *Alohomòra* » risuona nella sua mente, un altro incantesimo non verbale che, stavolta, dovrebbe aiutarla a sbloccare la serratura. Se tutto fosse andato a buon fine, avrebbe liberato la via d’uscita per l’ostaggio e gli avrebbe offerto il braccio e la mano libere dalla bacchetta. « Appoggiati a me. » dice, anche se, poco prima di andar fuori, ricorre ancora una volta all’Aritmanzia, per cercare di mantenere il controllo su quell’acqua che sale inesorabile. La punta del catalizzatore viene puntata proprio in direzione dell’acqua, verso i suoi piedi, mentre il polso va a compiere quella solita mezza rotazione che porta il dorso della mano da rivolto verso l’alto a rivolto verso il basso. Nel frattempo « *Coerceo* » tuona nella sua mente, forte e deciso, così come anche lo è la concentrazione sul numero 1, di riferimento per l’elementale che si accinge a controllare. Il suo è pur sempre un tentativo, questo è certo, ma è con fermezza che cerca di imprimere all’elemento la sua volontà, ovvero quella di allontanarsi dal corridoio, accalcandosi in fondo allo stesso, dove non ci sono più celle, così da permettere una più semplice ritirata anche ai feriti.
Le pessime condizioni in cui tutti si ritrovano variano da soggetto a soggetto: qualcuno ha stralci visibili di torture fisiche, altri appaiono solo emaciati o disidratati, con vene viola o nerastre a farla da padrone. La peculiarità di cui possono subito accorgersi è che sono quasi tutti Esseri, Maledetti o Half-breed, anche se a prima vista magari non possono riconoscere esattamente chi è cosa, di certo possono cogliere un qualche tipo di spiacevole pattern. Qualcuno è in grado di camminare, altri non riescono a parlare, uno nemmeno a vedere. La necessità di aiutarli è evidente, non solo perché immersi nell’acqua ad altezza ginocchia. È provvidenziale, almeno per la portata in salvo delle persone, l’intervento di HILARY che, ponendo diversi minuti in questa operazione, si mette a spingere l’acqua verso la fine del corridoio, trattenendola contro la parete, permettendo così più facili spostamenti.















