Le iridi scure non lasciano mai la figura altrui, i suoi gesti, il suo non detto. Perché c’è un non detto, soprattutto in quell’ultima frase che rimane appesa. Segue il suo sguardo, verso la sua mano, e non può fare a meno di fare qualche passo nella sua direzione, andando a tagliare la distanza che l’Hit Wizard aveva messo fra loro due. Cerca di infilare le braccia nelle aperture formate da quelle altrui, nella sua posa ad anfora, con il solo intento di stringerlo in un nuovo abbraccio, per quanto molto meno irruento del primo. Il mento andrebbe a posarsi sul petto altrui, così che il visetto pallido sia rivolto verso l’alto, verso quello di lui. « Non posso dirti che lo so, perché non sarebbe vero. » concretamente, non ha idea della forza del legame che quella Maledizione può generare. « Ma credo che anche la tua presenza abbia lasciato il segno, su di lui. » dice, infine « Una nuova luce in quel buio sotterraneo. »
«Sei stata Grinzafica, lassù» biascica, accennando un`espressione più rammaricata che altro, nel tentativo di smorzare quel suo monologo, rendendo un po` di spazio all`osservazione diretta della Serpeverde provata e stanca che si staglia di fronte a lui. Se lui è rigido come una corda di violino, con i muscoli talmente tesi da sembrare più una statua greca bianca come la carnagione che caratterizza l`inglese in questione, si accinge a rilassarsi solo quando le braccia di lei gli cingono la vita, sebbene non accenni a ricambiare l`abbraccio. China il capo verso il basso, sì, facendo scivolare nuovamente le braccia lungo i propri fianchi nel momento in cui Hilary sembra indovinare la formula adatta ad alleviarne le pene. Sì, a questo non aveva pensato. Non si era posto dal punto di vista del salvato, rimanendo radicato a pensare soltanto agli errori del salvatore.















