Perché muore la Scuola pubblica, in Pillole.
La Buona Scuola è classista perché, oltre a dare a tutte le scuole dei soldi in più, incentiva i privati a fare donazioni, "creando diseguaglianze" tra le scuole. La diseguaglianza è sempre un male.
In pratica se tutte le scuole prendono 100 va bene. Va anche bene se si taglia a tutti e si scende a 90, perché mal comune, mezzo gaudio.
Ma se tutte le scuole, di base, prendono 110 e poi alcune vanno a 115, altre a 120 e qualcuna più fortunata a 130, allora muore la scuola pubblica.
La Buona Scuola disincentiva il merito e va contro i giovani perché assume, con una sanatoria, 100 mila docenti insegnanti, molti dei quali non hanno mai superato un concorso ma si sono abilitati attraverso corsi, alcuni dei quali a numero chiuso, a cui è stato dato valore concorsuale.
Non va bene, il merito va tutelato e così i giovani.
Per questo il concorso su 60 mila posti riservato agli abilitati che non saranno assunti con il piano straordinario va RIFIUTATO con fermezza.
Andavano assunti TUTTI i docenti abilitati, con un piano pluriennale e secondo l'anzianità di servizio. NON abilitando più nessuno sino all'esaurimento dei precari.
Tutti i docenti vogliono essere valutati.
Ma non dal preside, dagli altri docenti, da un comitato esterno, dai genitori, dagli studenti, ecc...
Il "preside sceriffo" e l'autonomia scolastica impediranno la libertà di insegnamento.
Per questo siamo per la Lip (Legge di iniziativa popolare) che prescrivere programmi unici su tutta Italia, decisi da una équipe di esperti del Ministero.
Si investono solo 4 miliardi nella scuola, a fronte di 8 miliardi tagliati con la riforma Gelmini.
Per questo proponiamo un referendum per cancellare il ddl scuola e tornare alla Riforma Gelmini.
Dulcis in fundo, la Scuola pubblica muore perché con la Buona Scuola si collegano le scuole alle aziende, istituendo i percorsi di alternanza scuola lavoro. La scuola non deve preparare al mondo del lavoro ma formare un cittadino consapevole e con spirito critico(*) .
Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) al 42% è colpa del neoliberismo
(*)I docenti sono i primi ad avere uno spiccato spirito critico. Infatti non hanno mai diffuso su Internet interpretazioni false e fantasiose del testo del ddl, in cui tramite le deleghe il governo poteva riscrivere il contratto dei docenti, aumentando le ore di lavoro e diminuendo lo stipendio degli insegnanti.