Mi presento:mi chiamo Martina e attiro casi umani. Forse non è tanto bella come presentazione ma in due parole così descrivo le mie relazioni sociali. Solo cosi potrei.
Passo indietro. Ho quasi vent’anni e quando mi è venuta questa genialata di mettere per iscritto il mio cervello sapevo benissimo di addentrarmi in un vicolo cieco, per me che dei rapporti tra persone so poco e niente. Dopotutto sono sempre stata convinta che non ci sia bisogno di uno schema: le cose accadono, le persone litigano e il bene non è controllabile. Da dove si parte di solito per descriversi? Dalla famiglia no?
La mia è una gran bella famiglia: Mamma, Papà, Sorella, Zii, Cugini. Mi adorano tutti, lo so. La loro vita senza di me non sarebbe la stessa, anche se non sanno dirlo,ma non è mai tutto rose e fiori. A casa ormai mi ritrovo sola a “combattere” contro i miei e non è sempre facile;mi chiedo a volte quale delle due parti sia più matura. Voglio loro un gran bene ma sento così tante responsabilità sulle mie spalle che spesso mi chiedo se sono in grado di compierle tutte. So quanto hanno bisogno di me e cerco di essere forte, di farmi trovare sempre sorridente ma mi capita di sentirmi non libera di fare ciò che vorrei, stretta nella vita di tutti i giorni e nelle aspettative degli altri. La mia valvola di sfogo sono soprattutto i cugini, ciò che ho di più caro. Mi fido completamente di loro, non farebbero mai nulla che possa danneggiarmi anzi, so che mi difenderebbero sempre a spada tratta da tutto e tutti. Abbiamo ovviamente anche noi dei momenti di tensione: siamo delle personalità forti che vorrebbero avere la meglio in ogni situazione. Fortunatamente con loro il litigio non dura molto; le risate sono assicurate tanto quanto le lacrime.
La conobbi, in un periodo non tanto felice e lei mi sembrò un’ancora di salvezza. Per la prima volta mi sentivo totalmente capita, potevo parlarle di tutto e lei mi sollevava in un modo che stupiva anche me. Ci sentivamo tutti i giorni,tutti i minuti. Lei sapeva ogni mio minimo movimento e io i suoi; le parlavo delle mie paranoie e lei si faceva trovare sotto scuola e mi diceva “Sono qui per te”. Era partecipe di ogni mia scelta e delusione. Poi, senza che io avessi un qualche sentore, le cose cambiarono. Si, è vero ho cominciato a vederla un po’ distante ma attribuivo queste mancanze alla sua vita frenetica, ai nostri diversi stili di vita. E all’improvviso, arrivò la batosta. Una delusione così grande come penso di averla forse vissuta una volta solo prima. Tutto quello in cui avevo creduto, tutto quello a cui mi ero aggrappata per risorgere mi stava senza preavviso ributtando giù. La cosa che più mi faceva e mi fa soffrire anche oggi è il bene che le voglio, che mi condanna a starle vicino inevitabilmente. Dico a tutti quelli che me lo chiedono che “le cose non possono andare avanti così”, che “un giorno dovrò prendere una decisione” ma allo stesso tempo continuo a difenderla da chiunque voglia criticarla, a immaginarmi con il vestito da damigella al suo matrimonio e a pensare che ormai, passata una, niente potrà più dividerci. Come so strani i sentimenti: quando cerchi di metterli da parte si fanno sentire sempre di più. Il litigio è stato forte, le cose so diverse, la distanza è visibile, ma io voglio credere che lei mi ritenga tanto importante quanto faccio io. Mi prendono per pazza, “ lei la sua scelta l’ha già fatta” e io la difendo “non è colpa sua, cosa doveva fare?” , “ indietro non può più tornare, cosa dovrei fare?” A casa, da sola, ci ripenso, anche più del dovuto a volte, e mi convinco che hanno ragione, che ormai la nostra è un’amicizia “non chiedere, vai avanti” ma poi la forza di staccarmi non ce l’ho, lei è la persona a cui ho voluto più bene, a cui ho perdonato tutto. Ma a pelle proprio, tutto uguale a prima non può essere, che mi abbia tradito me lo ricordo ancora. Non so quanto riusciremo a portare avanti la cosa, quanto posso ancora sopportare la situazione, quanto lei sia disposta a (non)lasciarmi andare ma, per quanto abbia da ridire sul suo comportamento, io non sono disposta ancora a perderla
La mia vita è stata piena di “variabili”,persone che sembravano indispensabili ma che poi si sono rivelate quasi sostituibili. Non si pensi che non abbia una qualche “costante”. Ho perso anche il conto degli anni che abbiamo condiviso. Lei è il mio punto fermo, quel qualcuno che riesce a darti positività e sicurezza in qualsiasi momento. Per me è come un mito; non nascondo che molte volte mi sono detta che spero un giorno di somigliarle, di essere come lei. Non mi sono mai sentita sbagliata o fuori posto, mi sento accettata con tutti i difetti e i pregi che ho. E poi la sento come un’ulteriore coscienza, sa sempre cosa è meglio fare ma non cerca mai di costringermi; in ogni cosa prende in considerazione momento e sentimenti. Non mi giudica anzi cerca di migliorarmi, anche se non lo ammette. Mi fa sentire importante nella sua vita con delle piccolezze quotidiane e io non mi stanco mai di lei. Non ricordo di aver litigato con lei in modo violento o definitivo, non è proprio della sua persona. Con lei mi vengono dei complessi d’inferiorità: ma lei cosa ci vede in me da non volermi mollare? Quasi quasi se lo facesse le darei anche ragione; che bella opinione che ho di me! Lei così perfetta e io cosi casinista. A volte glielo chiedo anche. Lei si fa una bella risata e mi abbraccia e mi dice che mi vuole bene, che sono meglio di quello che penso e che lei non ha nessuna intenzione di lasciarmi andare. Io le credo, non potrei fare diversamente.
A volte penso che tutti mi vedono così spensierata, felice, sicura di me. Credono che io non venga ferita da parole,azioni, comportamenti… “tanto a lei non importa”, “ quella mica ti ascolta”. E invece io ascolto , presto attenzione a tutto e non sanno quanto battute o commenti possano far male, soprattutto in determinati giorni. Non sono una di quelle che cerca l’approvazione di tutti ma neanche mi piace sapere che qualcuno ha una cattiva opinione di me, ma di solito cerco di lasciar perdere. Faccio del mio meglio per essere una brava persona, per cercare di aiutare gli altri eppure spesso penso proprio di non essere capita, di lottare contro muri. E ci provo a far scivolare tutto addosso, di ridere istericamente, di urlare, di cantare ma tutto continua a girare, a volte anche per giorni. Forse è per questo che le mie più care amiche condividono con me questa innata instabilità emotiva, che parolona (non so manco se so cosa significa). Mi ci sono legata forse perché mi somigliava: divertente, alla mano, generosa, adatta a me. Con lei ho imparato davvero che è nei momenti bui che si capisce chi hai affianco. All’inizio era difficile, cercavo di starle vicino più che potevo ma ogni cosa che facevo sembrava inutile, banale; pensavo addirittura che questa battaglia non l’avremmo vinta. Eppure poco alla volta l’ho vista riprendersi, ritrovare carattere e voglia di fare. Ad oggi la situazione non è proprio perfetta: sento ancora dentro quella paura che in qualsiasi momento possa ritornare nel baratro. Cerco di starmela attenta,di controllarla, di farle le sgridate, ma mi rendo conto che non è facile per nessuno. Lei però non è stata solo cose brutte anzi. Ancora oggi è una delle poche persone di cui mi fido, una da cui mi sono sentita protetta e ho avuto voglia di proteggere; se penso a lei mi vengono in mente tutte le cose che ha fatto per me e la voglia immensa che ha di aiutare gli altri, anche quando non era al massimo. Non vedo l’ora di scoprire quante cose dobbiamo ancora condividere, gioie e dolori, tanto ho imparato che con le persone giuste niente è un peso.
Dentro di me c’è una dannata voglia di essere amata. Ogni giorno vado alla ricerca di chi possa dimostrare di tenerci a me, in qualsiasi modo possibile, non solo in amicizia, ma anche in amore. Fino ad ora non è andata molto bene: o mi hanno delusa o mi sono scocciata io. In questi momenti dico “ho solo 19 anni posso liberamente spostarmi da un cuore ad un altro”,vorrei quasi convincermi ma poi una persona fissa da chiamare “casa” la vorrei tanto. Ho fatto passare giorni e mesi finché non ho incontrato lei. La prima cosa che mi ha colpito è la tranquillità. I primi giorni la guardavo e notavo quanto fosse diversa da me ; era sempre sulle sue, nessuna parola fuori posto, “timida” pensavo. Poi ho accettato la sfida che mi ha lanciato e ho cominciato a conoscerla, non senza un po’ di diffidenza ovviamente; non avevo voglia di soffrire ancora o peggio di far soffrire qualcuno. Ma dalle prime settimane ho capito che con lei sarebbe stato difficile; cercavo sempre di trattenermi ma le parole sembravano uscire da sole così come le emozioni. Con lei, di nuovo, non ho più paura di farmi vedere con le lacrime, in versione psicopatica o di mandarle foto imbarazzanti nel bagno. Mi sono sentita di nuovo presa in considerazione, voluta bene davvero. Forse è un po’ fredda (su questo ci stiamo lavorando) ma non si dimentica mai di me, di chiedermi come sto, se ho mangiato, se sono felice, se c’è da picchiare qualcuno. In lei ho trovato qualcuno che vuole esserci davvero nella mia vita, che vuole essere inclusa a cui importa se mi sto divertendo, anche quando non c’è. Mi rende una persona migliore, o almeno ci prova con tutta se stessa; non ha paura di dirmi se sbaglio, se non mi sono comportata bene, se c’è da chiedere scusa a qualcuno; la mia “coscienza” cosi va chiamata. Io le dico sempre che è una persona rara. Timida lo è davvero; ha sempre paura di essere inopportuna,inadatta, sbagliata; per lei la cosa importante è non ferire gli altri con il suo atteggiamento e cerca di esserci per tutti. Con me è stata capace di mostrare che non è perfetta, che sbaglia e per questo la sento ancora più vicina. L’ultimo giorno dell’anno mi ha detto “almeno ti ho incontrata”; ma non lo sa che invece lei mi ha salvato. Se io sono già così innamorata pazza so che lei è meno aperta, che ci sono aspetti della sua vita di cui ancora non mi ha parlato e atteggiamenti che non ho ancora scoperto. Ma io non ho nessuna fretta, voglio che nella mia vita ci rimanga per sempre. Mi dice “spero tanto di non farti stare male” ma per la prima volta sono io che mi sto impegnando a non deludere qualcuno. Era questo che stavo aspettando per avere un po’ di stabilità?
@babyimperfectharibo






