Sento la forza del mondo in ogni piccolo angolo della mia vita : sto a casa, esco, mi fermo, cammino e in ogni momento c'è uno schema da osservare, una storia a cui assistere in un istante per me insignificante. Come potrebbe significare qualcosa per me la vita di un qualunque passante, di un commesso, di un banchiere, di un mendicante sul ciglio della strada...e d'altro canto, come potrebbe significare qualcosa per loro la mia, di vita?
Nonostante ci pesi ammetterlo siamo isolati, non vediamo oltre al nostro naso, oltre al nostro microcosmo di interazioni, doveri, piaceri. Tutto il resto è nebbia ai nostri occhi, un fastidioso sfondo che vogliamo ignorare e con cui tuttavia dobbiamo convivere. E se qualcuno scrutasse in questa nebbia, provasse a distinguere le vite casuali, così importanti e inutili al tempo stesso, chissà, potrebbe anche finire per perdersi.
Credo sia per questo che orientarsi fra la gente sia sempre stato difficile, per me. Ragiono in modo diverso e penso ad altro rispetto a chi incontro giorno dopo giorno; questo almeno l'ho capito presto. Per comprendere a fondo gli altri, invece, so che mi ci vorrà ancora molto, molto più tempo, perché sebbene distingua delle regole universali intuitivamente già note, ma non afferrabili senza un minimo di concentrazione, sono lontano da un quadro completo sul come la gente viva, sul cosa senta in sé e fuori da sé.
La verità è che pretendo ancora troppo.
Non è ancora arrivato il mio turno di vedere attraverso la nebbia, non sono pronto. Non vedo il mondo come chi mi passeggia vicino, come chi abita questo mondo esattamente come me. Paradossale, non è così? Miliardi di gabbie chiuse in una ancora più grande, ed io non so nemmeno se riesco a vedere le sbarre che circondano la mia. Sento che prima di poter capire ciò che mi circonda devo conoscere a fondo me stesso...e forse è ciò che pensano anche tutti gli altri, reclusi in loro stessi. Ho la sensazione, tuttavia, che il motivo che ci muove sia differente, e credo che ciò sia anche la chiave per aprire la mia gabbia.
Io voglio imparare a parlare migliaia di lingue diverse, le lingue della mente umana, della comprensione di ciò che vorremmo dire con i gesti, le parole, i silenzi. C'è tanta sostanza in quella nebbia che ci avvolge e ci confina che sono certo la si possa determinare, afferrare e studiare pezzo dopo pezzo per produrre qualcosa di buono. Perché tutto ciò che desidero, in fondo, è acquisire consapevolezza del mondo per poi diffonderla, curando gli spiriti inquieti che infestano i nostri corpi nella speranza che tutti un giorno riusciremo a guardare un po' più in là, oltre alle sbarre della nostra routine fisica e psichica.
No, non sono pronto, ma questa gabbia non mi terrà richiuso ancora a lungo : in virtù del mio obiettivo io cercherò di capire in che razza di mondo viviamo e, personalmente, ritengo che nel farlo mi imbarcherò verso un viaggio davvero meraviglioso.