Bancali
le ruspe tra la ghiaia in controluce affiorano sul vetro, ………………ma è un lampo che accende la polvere al piazzale, se non sale la ferita, ………………se il tempo cicatrizza sulle foglie aperte
queste pagine venate, ……………..queste trame che spiano d’ombra le lamiere ……………piegate tra i bancali come armi dure, opache
domani andremo, ……….domani la fortuna s’aprirà lenta, su una vetrata ……….brillerà un’efflorescenza
domani qualcosa ci toccherà …………………….la gola ……….premendo sulla giugulare nel sangue, domani ………si specchierà il nostro male.
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aspettiamo l’alba con la falce nel pugno, quando il buio cova le stoppie sui campi gelati e fiutiamo il freddo che infiamma la gola mentre la luce s’inunghia tra i rami; dovrà venire su dallo sterrato come un serpente sgusciare nell’ombra, dovrà passare prima o poi tra i filari scivolare sotto i tralci potati; allora con la falce nel pugno aspettiamo, sotto il cielo di rame ascoltiamo il fruscio che risale: tutto è pronto, il sentiero è spianato, il cancello divelto tra i pali, noi aspettiamo, non resta che questo, con la falce nel pugno in silenzio aspettiamo che venga il domani.












