Avere memoria perché...perché non ci siano più Auschwitz, perché non ci siano Gaza...
Perché ricordare è un dovere che non possiamo disperdere, che non possiamo non trasmettere ai nostri figli, ai nostri nipoti.
"Ho imparato lo yiddish per arrivare al Canto.
...Traduco il Canto perché è il canto dei canti, il vertice in poesia dell’esperienza della distruzione.
...Nel Canto c’è la vita feroce che vuole resistere con parole proprie e sceglie per resistenza la poesia”.
...da "Il Canto del popolo yiddish messo a morte"
Canta, prendi l’arpa nella tua mano vuota, svuotata e lieve,
sulle sue corde magre getta le tue dita dure,
come cuori in pena, l’ultimo dei canti,
canto degli ultimi yidn sul suolo d’Europa.
Come faccio a cantare? Come aprire la bocca
se sono rimasto io solo solamente?
Mia moglie, i miei due cuccioli, orrendo
un orrore mi scuote, piangere, da lontano sento piangere.
Canta, canta, solleva in alto la tua voce di pena e di rovina.
Cerca, cercalo lassù da qualche parte, se ancora ci sta.
E cantagli, canta per lui l’ultimo canto dell’ultimo degli yidin,
vissuto, morto, non sepolto e nient’altro.
Come faccio a cantare? Come posso levare la testa?
Mia moglie portata via, il mio Bentzi e Yomele,
non li ho più e non mi lasciano mai.
Ombre scure dei miei luminosi, ombre gelate e cieche.
Canta, canta un’ultima volta ancora sulla terra, getta
la testa indietro, rovescia gli occhi pesanti su di lui
e canta per l’ultima volta, suona per lui sull’arpa.
Non ce n’è più di yidn. Messi a morte