Incrociando un corteo d’operai, Kafka dimostra la stessa indifferenza di K in America: “Costoro (...) credono di dominare il mondo. Ma in realtà s’ingannano. Alle loro spalle ci sono già i segretari, i funzionari, i politici di professione, tutti i sultani moderni ai quali essi spianano la via del potere”.
La rivoluzione evapora e non rimane che il limo di una nuova burocrazia. I ceppi dell’umanità tormentata sono fatti di carta bollata.
Io penso che l’antisemitismo invaderà anche la classe operaia. Lo si vede qui nell’Istituto delle Assicurazioni che, essendo frutto del movimento operaio, dovrebbe essere dominato dallo spirito luminoso del progresso. Qual è invece la realtà? L’istituto è un tetro covo di burocrati dove io sono messo in mostra come unico ebreo.
...Janouch racconta inoltre che Kafka, un giorno, uscendo dal portone dell’Istituto delle Assicurazioni sociali chinò la testa, si scrollò e “si segnò con un gran segno di croce”.
Deleuze & Guattari












