FKA TWIGS
Jeaulosy mv feat. Rema

seen from Bulgaria
seen from United States
seen from United States

seen from United States
seen from Türkiye

seen from Spain
seen from Taiwan
seen from Spain
seen from Australia

seen from Australia
seen from United States
seen from United States
seen from China

seen from Sweden
seen from United States
seen from United States
seen from Hong Kong SAR China
seen from United States
seen from United States
seen from Russia
FKA TWIGS
Jeaulosy mv feat. Rema
Jealousy
My Masterlist ✨
Requests are open.
Chris Evans x daughter!Reader
Word Count: 1,4 k
Type: fluff
Summary: You acknowledge there’s something wrong with Dodger when, during lunch, he prefers sitting down at your feet rather than your father’s.
Conversations
Me: U'r so jealous, but is cute
Bae: I'm not jealous, not of everyone.
Me: of who are u not?
Bae: People you don't know.
Kann aufgrund dieser abgefuckten Gesellschaft keine vernünftige Beziehung mehr führen. All die Schlampen und meine scheiß komplexe machen es mir unmöglich.
Kann meine Eifersucht nicht Kontrollieren. Kann nicht ändern, wer ich bin.
Ian: What´s a girl doing in our bed?
Anthony: Our bed?
Ian: yeah
Oggi non è per niente sveglio, sembra totalmente sconnesso dalla situazione. Forse meno coinvolto di questi due. Cosa che in effetti lo fa pensare. Da lì seduto sul bancone, a guardarseli parlare di circo, contorsioni, cose da ingoiare e trapezi sui fogli, a lui semplicemente s’accartoccia un’espressione poco, poco contenta. Quella piccola faccenda del territorialismo. Che dire? L’omofobia non è il suo unico problema. Non c’erano dubbi. Tira su col naso e accentua la smorfia, fissandoseli tutti e due, per i suoi gusti anche troppo sorridenti. Stringe i denti. Avrebbe da ribattere molte cose, in primis tutte le risposte di Lilith, facendo tacere la femmina e lasciar parlare gli uomini, ma ehi, siamo nel ventunesimo secolo, non può fare così. Purtroppo. Perciò si limita a stare zitto e guardarli. Male, ma solo guardarli. Si capisce chiaramente che è infastidito. Tipo che gli animali in merito hanno segnali molto più discreti di lui. Alla fine arriva persino l’occhiata di Lilith sui compromessi. Certo, proprio il momento migliore. Così di tutta risposta le manda indietro una sonora grumpy face. E silenzio stampa. [ Si, magari una volta ti faccio vedere. ] annuendo anche, convinta. si, sa entrare nelle scatole, che figo! ehi Lovel, vuoi vedere come dimostro ancora di più di essere la reincarnazione di un gatto e mi accartoccio dentro una scatola? che emozione! ma le basta poco per gasarsi insomma, che non è che faccia i saltelli sul posto o che, ma si capisce come prima che la questione circo è - entro determinati limiti - qualcosa di cui le piace parlare e su cui non si tira indietro, ecco. la battuta sul trapezio geometrico, però, pensa te, la fa ridere. non fa le grasse risate rumorose lei di solito, ma un'altra risatina bassa viene fuori perchè anche se non è esattamente una cima - no, proprio per niente, lei a scuola nemmeno c'è andata - ha lo humour inglese nell'anima e le battute che per il resto del mondo sono no sense, a lei fanno ridere. forse è per questo che Felix li guarda così male, ora? non ha capito quest'altra battuta? ma è un architetto, dovrebbe, dovrebbe. quindi, in tutta risposta a quella faccia poco contenta, lei gliene rivolge un'altra.. interrogativa? what's up? non capisce. La chiacchiera continua: [ solo una? ] Gli farà vedere una volta? Perché limitarsi ad una. Svagato, con la testa che si piega appena: può assistere alle prove, è un pubblico interessato alla capacità umana di ammucchiarsi in spazi in cui lui infila un piede. [ Se ti serve un assistente, conta su di me. .. ma io prendo fuoco, sicuro. ] Vent'anni e passa la preoccupazione. Vent'anni e, se vorrà, Lilith potrà farsi passare da lui le robe, ma con il rischio di vederlo farsi male da solo. Sull'Eden manco riesce ad arrivare a commentare perché, eccolo lì, il broncio che parla più del silenzio. Intercetta qualcosa, all'improvviso, nello spaziare per caso lo sguardo in direzione del piccolo grumpy Felix, qualcosa che lo porta presto a sganciare le argomentazioni a due, per scivolare in quelle a tre, o anche sempre a due, ma che uno di questi sia la testa rasata. Lilith, sei tanto bella, ma è difficile essere un buon amico.
Il divertimento va scemando. Una piccola parte di lui continua sì a divertirsi male, ma proprio male, con tutta questa storia del fastidio e l’acidità, ma un’altra parte si sta scocciando. Lilith sta gradualmente perdendo l’uso della parola, oltre al fatto che qualsiasi cosa dica, emana un gelo incredibile. Adesso è disturbato solo perché ‘sto morso tarda un sacco ad arrivare. Quello, e le sue vampire. Ah già, le sue vampire. A quanto pare ha appena detto qualcosa che non doveva dire, e se ne rende conto. Gli arriva il ceffone gelato come quello sport delle halls coi pinguini che schiaffeggiano, quando Lilith ripete parola per parola, le ultime che ha detto. Allora fermi tutti. Smette anche di esaminare bertucciamente le bacchette e rialza gli occhi a Lilith, guardandosela per bene. Sì, c’è evidentemente qualche problema da qualche parte. [ Non sono mie mie. Ne ho solo.. tipo prenotate due. Per una volta e basta. ] questa cosa gli sembra assurdamente rincuorante, specie la postilla finale, che fa ben capire che, ehi Elizabeth, non devi temere, le vedrà una volta sola e poi basta. Che problema c’è? Secondo lui nessuno. Ma comincia proprio a sentire freddo. Brr. Guarda verso il divano, dove ha lasciato telefono e pigiama. Poi guarda verso la porta. Prende le misure. Se gli tocca scappare, spera di essere più veloce di lei, visto che lei è mazza munita. Non ce l’ha qua, la mazza, ma l’ometto è sicuro che una Lilith Elanor Morgan incazzata come una iena, la mazza da baseball la sa evocare al pari di un’arma angelica. Evocazioni divine. Ok, calmi. Usa le bacchette - ancora unite - per mescolare i noodles. Dopodiché cominciano le vane speranze di riuscire ad avvolgerli sulle bacchette senza farli cadere. Le prova tutte, perfino inclinando un pochetto il barattolo, o appuntando le bacchette ad un lato del barattolo. Maledetti. L'appunto finale, sul non aver bevuto il latte, oggi, è il colpo finale per cristallizzare tutto. Sbuffa, super iper mega scazzatissimo, mentre tira fuori le bacchette dal barattolo e le tira dentro al lavandino, proprio tirate, bam, affanculo. Dopodiché acciuffa i noodles con una mano, senza nemmeno scolarli e se li schiaffa in bocca. Guerra di fastidi, Lilith? Ok, guerra sia. ( ... ) [ Poi un giorno magari impari a cucinare come tutte le femmine, mh? ] che si diceva sul farli stare zitti? Dovrebbero stare zitti. Non fermi, ma sicuramente muti. Diobbuono. Oramai s'è inacidito tantissimo. E col fatto che si schiaffa in bocca gli spaghettini con le mani, il barattolo è già vuoto - adesso - alla terza manata sgocciolantissima. E' in vantaggio sui fastidi? Perché in caso può ancora zozzare il divano, volendo. [ Dove cazzo sta il telecomando? ] Ah, ma ne ha prenotate due per una volta e basta. giusto, giusto, questo cambia tutto, se è solo per una volta.. giusto? [ ah, allora.. ] sbagliato. tant'è che si capisce che il tono è ironico, allora tutto a posto, è solo una volta, non sono proprio sue. ceeerto. carino da dire a lei, no? ma se Felix vuol giocare a questo gioco, sappia anche che Lilith è femmina ed è nata con le regole di questo gioco qui nel dna [ magari poi chiamo Demetrio, una volta ] una volta. si può fare una volta, no? [ sono un po' curiosa, e lui non mi farebbe male, è amico tuo ] lui si fermerebbe e non la ciuccerebbe a morte, giusto? eh. allora una volta per uno, giochiamo al tuo gioco, pure se lei di giocare non aveva molta voglia in realtà. ( ... ) ma fa silenzio, fa voto di silenzio e si ficca un'altra bacchettata in bocca, sobbalzando e rischiando di farsela andare di traverso quando lui lancia le sue nel lavandino. machecazz.. ha quella faccia lì, proprio. e si alza pure, piantandola lì. ah si, che bella cenetta pre partenza! ma the worst is yet to come, ed ecco che arriva la battuta sessista sul suo non saper cucinare e allora è il suo turno di lanciare cose. il barattolino e le bacchette, va tutto a finire nel lavandino o nei paraggi, con gli occhi di Lilith che rintracciano il folletto e lì si fermano, proprio dardeggianti di rabbia adesso che manco c'è bisogno dell'empatia. ecco, questo era un colpo basso, una stronzaggine gratuita che non fa passare in cavalleria. [ manco per il cazzo ] tanto chissà quante ne ha di femmine che gli cucinano, Mackenzie in primis, no? se non glielo dice è soltanto perchè si alza e si avvia verso il corridoio, scazzata abbastanza da non voler più restare nella stessa stanza, ed è da quello che risponde con un secco [ cercatelo ] circa il telecomando.