Basso, batteria e voce. Non serve nient'altro ai bolognesi The Lillie Langtry per dire la loro. Jersey Lily dura solo venti minuti, parliamo però di venti minuti belli intensi a base di voci taglienti ed ammiccanti allo stesso tempo, batterie martellanti e bassi violenti come martelli pneumatici.
C'è tanta libertà nel disco del trio, a partire dall'intro. Nient'altro che un vinile inceppato su pochi secondi di sonorità vintage, solo una miriade di graffianti e inciampanti ripetizioni. Ma quello che partirà da lì a pochi secondi sarà tutt'altro che ripetitivo: ogni brano è una scheggia che pesca tanto dal garage e dal blues appesantito quanto dal punk'n'roll sporco e cattivo. Nightmares, prima vera traccia dell'album, richiama tanto i primi Wolfmother quanto alcune cose dei Death From Above 1979, e non è solo una questione di formazione. Proseguendo con l'ascolto - in Dance, per esempio - la voce comincia a ricordare da vicino quella degli Arctic Monkeys; ma solo nella successiva You Will Find Me sembra veramente di sentire Alex Turner su uno strumentale dei già citati Death From Above 1979: punk'n'roll basso e veloce, pazzo e pogabile. Vi citerò anche gli Heavy Young Heathens, anche se sono più sconosciuti dei progetti citati in precedenza.
C'è tanto punk e tanto stoner, molto garage e tantissima voglia di spingere sull'accelleratore: Chicken Small Bones e Put Me Down sono veloci e, proprio per questo, molto affascinanti.
In Fiat 500 poi, il paragone coi DFA1979, è praticamente d'obbligo. Bei movimenti, affrontati in maniera perfetta e il pezzo funziona senza nessun intoppo. Si fa ascoltare, riascoltare e consumare più e più volte.
I brani non si dilungano mai oltre i tre minuti, e se lo fanno è solo questione di pochi secondi. Ed è molto meglio così, credetemi. Quando tutta la potenza di un gruppo può accendersi e scoppiare in poco tempo, è meglio. Rendere il tutto più breve ed, allo stesso tempo, intenso è un'ottima pensata.
La doppietta finale Roses & Drinks e Don't You (niente a che vedere coi Simple Minds) è una buona combo di brani orecchiabili, con ritornelli che si fanno ricordare e canticchiare con piacere.
Sono solo venti minuti, ma venti minuti di un certo spessore. Ascoltate il disco, sicuramente non ve ne pentirete.