Più "divori" pagine di alta letteratura e più migliora un'abilità conosciuta come Theory of Mind, teoria della mente, che consente di prevedere gli stati d’animo di chi ci è di fronte.
Una caratteristica che affonda le radici nell'empatia, inevitabile quando aprendo un libro ci si immedesima nei personaggi descritti.
Si tratti del buono o del cattivo di turno, poco importa, la dinamica è sempre la stessa: si vivono le sue avventure, si cerca di capirne idee, stati d'animo e, perché no, persino di anticiparne le mosse.
Il salto dal mondo immaginario al reale è breve: si allena la mente. Si addestra il cuore. Si affina l'intuito.
È la rivincita dei lettori, alla faccia di chi li accusa di non comprendere la realtà, eternamente immersi con la testa nelle nuvole.
Sono da escludere i cosiddetti "volumetti rosa".
Un carattere prevedibile o una dinamica scontata sono poca cosa per i nostri neuroni rispetto al racconto che ribalta gli stereotipi e distrugge ogni attesa.
Con uno shock letterario che ci prepara all'imprevedibile o, almeno, ci prova. Non è una questione di contenuto, ma di processo.
Quando leggiamo accendiamo le nostre competenze empatiche.