Behazin Khosravi. Isabel van Schilt photography.

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Behazin Khosravi. Isabel van Schilt photography.
Arghavan Khosravi Consumes The Subjects Of Her Vibrant Sculptural paintings
Within Khosravi’s unique visual landscape, the influence of her native culture is omnipresent. Sprinkled throughout are motifs reminiscent of decorative Persian carpets, and symbolic emblems such as the pomegranate, which is considered to represent the original forbidden fruit, yet is also a sign of fertility, light, and goodness. Naturally, there are dense political metaphors which reference…
Khosravi Vafa elected president of Iran’s NOC
Khosravi Vafa elected president of Iran’s NOC
TEHRAN – Mahmoud Khosravi Vafa was elected as new president of Iran’s National Olympic Committee (NOC) for a four-year term on Sunday. Khosravi Vafa narrowly won the race with 28 votes, one vote more than Mehdi Alinejhad in the second round. He replaced Reza Salehi Amiri in the post in the elections held in Tehran’s Olympic Academy. Salehi Amiri had been elected unopposed as replacement of…
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Khosravi Vafa elected president of Iran’s NOC
Khosravi Vafa elected president of Iran’s NOC
TEHRAN – Mahmoud Khosravi Vafa was elected as new president of Iran’s National Olympic Committee (NOC) for a four-year term on Sunday. Khosravi Vafa narrowly won the race with 28 votes, one vote more than Mehdi Alinejhad in the second round. He replaced Reza Salehi Amiri in the post in the elections held in Tehran’s Olympic Academy. Salehi Amiri had been elected unopposed as replacement of…
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"Io sono confine" - S. Khosravi
Be', che dire, quinto libro della serie per l'esame. In questo caso mi prendo la libertà di fare una piccola recensione a parte per questo libro tanto pesantuccio quanto bello (in senso contenutistico). Khosravi definisce il suo libro una auto-etnografia, quindi analisi etnografiche che riportano anche esperienze personali. La sua esperienza è quella di migrante irregolare, quindi l'analisi riguarda prevalentemente democrazie che tali non sono, o per meglio dire, che non rispettano i diritti più basilari dell'essere umano, come quello di vivere. Un libro duro e di denuncia, che magari punta non solo a sensibilizzare, ma anche a diffondere consapevolezza. Non solo sul dolore, ma sul razzismo-sessismo-discriminazione generica sistemica presenti nella nostra società che pensiamo essere libera, avanzata e tutto il resto. I problemi legati alla cultura occidentale sono tanti, soprattutto quando si arriva a parlare e ad analizzare i "margini". Funziona tutto bene, fino a che non si arriva a dover condividere il benessere con chi ne richiede un po', allora scattano subito i controlli, gli sbarramenti, le chiusure, limiti che chiedono vite, in Europa, in America e in Asia. Non solo: i migranti sono divisi - come si è riportato alla luce recentemente con la guerra in Ucraina - tra quelli di serie A e serie B. Ancora mi ricordo mio padre, quando ero più piccola, che mi diceva che alcuni profughi non erano "veri profughi". Fuggivano solo dalla povertà, non c'era una guerra. Volevano solo trovare di meglio perché la loro terra era in carestia, non c'era un motivo vero per spostarsi. Chi appartiene alla categoria di serie B, pur riuscendo ad ottenere la cittadinanza nel paese di arrivo, non potrà mai essere un cittadino a tutti gli effetti, perché gli verrà sempre ricordato che gli si potrà togliere questo status da un momento all'altro. Gli stati usano la cittadinanza per escludere, per rendere difficile il passaggio, i confini sono presenti per chiudere, precludere, impedire. I profughi, i migranti illegali, mettono a rischio la loro vita perché non c'è possibilità di stare meglio, nel luogo dove stanno. E, dopo mille peripezie, vengono comunque incarcerati in nuovi lager, dove non vengono rieducati, eppure sembrano essere in prigione. A Torino non sono pochi i casi recenti di suicidio nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio. Non solo perché persone che hanno messo a rischio la loro vita per arrivare in Italia vengono rispedite al mittente come pacchi, ma perché le condizioni disumane in cui vivono queste persone è intollerabile. Le violenze perpetrate dal nostro sistema sono intollerabili e inaccettabili. È arrivato il momento di prendere coscienza che la nostra è una democrazia selettiva e non possiamo stare a guardare e basta. Un libro sicuramente duro, ma che copre molti aspetti della migrazione illegale e di quanto il trattamento riservato a queste persone sia disumano.
Le frontiere e i loro muri sono eretti in modo da apparire senza tempo – come se esistessero da sempre e dovessero durare in eterno.
— S. Khosravi, Io sono confine
(Dj MorTeza Chizari)
http://j.mp/2YUnlpq