i-D magazine May 1996

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i-D magazine May 1996
My memories of this album are all tied up in my first online fandom (The Beatles), and chatting with other young women my age online back in 1997, and all the girls in the UK saying Oasis was only okay actually, if you wanted something closer to The Beatles you want Kula Shaker; and so I bought this CD not having heard a single song on it, and I gotta be honest. Kula Shaker was in fact much better than Oasis. (But neither of them are like The Beatles. They’re both just different kinds of 90’s-era Britpop!)
But they never did hit the popularity in the US that they did in the UK, and so outside of people I’ve personally introduced to their music, I’ve run into like two other Americans who like Kula Shaker lol
(They apparently have a couple more recent albums, I’ll have to give them a listen)
Anyway I got reminded of Kula Shaker because recently @bluedandylyon introduced me to the band Zoé, and their song Aztlán opens with sitars, which reminded me of Kula Shaker’s song Tattva
Both Mexican and British rock bands be like: what if we threw some Indian music in there.
always gets me that Kula Shaker are included in Britpop lists, cause like........ by a very loose technicality yeah... if Britpop is, broadly, any alternative rock that came out during the 'Cool Britannia' phase in the 90s. That said, I would say Kula Shaker's 70s-inspired Hindu/Deep Purple hippie type shit is very much not the same beast as, say, Oasis.
In fact I'd say they're closer in ideas to acts like Placebo, who also aren't Britpop, and are sort of the opposite in that they were painfully and boldly very gay and antisocial in their themes, in contrast to the cheeky-chappie laddish straight-boy-ish London wankerisms of 'classic' Britpop...
From a 1999 archive of Kula Shaker's official website [x]
Storia Di Musica #375 - Kula Shaker, K, 1996
La storia del disco di oggi, che ha titolo con una sola lettera, racchiude anche degli archetipi della musica rock: un successo travolgente all'esordio, un momento di crisi dovuto a delle dichiarazioni e il relativo oblio. La storia di oggi inizia negli anni '90 in Gran Bretagna, quando sta per arrivare la grande onda del brit pop. Cripian Mills è un giovane musicista proveniente da una famiglia di artisti molto famosi in patria: suo nonno John e sua madre Hayley sono stati infatti attori di grande successo negli anni '50 e '60. Suona la chitarra in un piccolo gruppo, gli Objects Of Desire, che suonavano per lo più agli spettacolo della pista di ghiaccio di Richmond. Mills parte per un viaggio in India, che sarà decisivo per gli sviluppi futuri, e quando torna, nel 1993 scoglie gli Objects Of Desire e fonda i The Kays insieme a Alonza Bevan al basso e Paul Winterhart alla batteria (che erano con lui anche nel gruppo precedente) e al cugino Saul Dismont, che canta. L'inizio è di quelli da sogno: sono una delle band emergenti che aprono i concerti delle grandi star al mitico Festival Rock di Glastonbury del 1993. Eppure Dismont abbandona, dedicandosi totalmente al club londinese che ha aperto, The Blow Up, e viene sostituito da Jay Darlington, tastierista e organista, con MIlls che decide di diventare anche cantante, non prima di dare la svolta alla band: cambia il nome infatti, memore delle sua avventura indiane, in Kula Shaker, per assonanza con il nome del principe del 9° secolo Kulaśekhara, uno dei dodici āḻvār, quei poeti e mistici hindū, di etnia tamiḻ, itineranti di tempio in tempio nell'India meridionale. Scoperto che il nome è anche un porta fortuna, imprime anche una svolta musicale: un power pop che si rifà alla psichedelia degli anni '60 (che già allora in Europa introdusse speziati suoni indiani) e l'utilizzo di alcuni strumenti tradizionali, come il sitar, la tambora, la tabla.
La loro musica in quei periodi era molto frizzante e decisamente differente dalle band del momento, cosa che all'inizio non fu del tutto apprezzata: messi sotto contratto con la Columbia, insieme ad un'altra band che avrà grande successo di lì a poco, i Placebo di Brian Molko, esordiscono con il singolo Tattva, nel gennaio del 1996. Ispirata alla filosofia del Viṣṇuismo gauḍīya nel ritornello ha un verso in sanscrito, Tattva, acintya bheda abheda Tattva, che racchiude in modo particolare alcune teoria della dottrina, tanto che mi colpisce che uno dei possibili significati potrebbe essere "Verità, Mistero, differenza non-differenza Verità". Il singolo passa quasi inosservato, ma ha più fortuna il secondo, Grateful When You're Dead, omaggio alla leggendaria band californiana dei Grateful Dead, che nel suo stile alla Jimi Hendrix e i suoni acidi e potenti ha molto successo, tanto che la Columbia ripropone Tattva, che stavolta sale addirittura al quarto posto in classifica. È tutto pronto per il disco di debutto.
K esce nei negozi nel Settembre del 1996. La copertina, bellissima, è opera del celebre disegnatore inglese Dave Gibbons e porta in copertina i volti di personaggi che hanno nel nome o nel cognome una K: si riconoscono tra gli Karl Marx, Martin Luther King, Kareem Abdul Jabbar, King Kong, John F. Kennedy, il Kaiser, Grace Kelly. Prodotto dal maestro John Leckie (già produttore dei The Stone Roses e dei Cast), K è un disco davvero bello e vibrante; genera potenti groove verticali di power-pop, come in Knight On The Town, e espande in maniera decisiva il concetto dell'influenza musicale e , direi, mistica, orientale. Non mancano esempi di pura psichedelia degli anni d'oro, come nella splendida Temple Of The Everlasting Light,un brano che ha un uso particolare dell'organo Hammond in stile orientale bruciante, sontuoso e traballante. Un mix irrestistibile è Govinda, dall'incedere in stile Zeppelin, ma che ha il testo in sanscrito, un mantra che dice "Govinda jaya jaya" (cioè Gloria Gloria a Khrishna il coronato) che fu usato, con lo stesso titolo ma con musica diversa, da George Harrison per una canzone nel 1970. Nel brano la band usa in maniera importante gli strumenti tradizionali indiani affiancati alla chitarra elettrica, al basso e alle tastiere. Hey Dude, che apre il disco, rassicura nel veloce e muscoloso hard rock, ma la band ha un mix di cose elaboratissimo: Start All Over e Hollow Man sono un mix incredibile tra Faces e Black Crowes, Grateful When You're Dead si allunga in un jam con Jerry Was There, elegia al grande Garcia leader dei Dead, Hollows Pt. 1 & 2 dura 19 minuti, ma in realtà dopo i 6:14 di canzone seguono 13 minuti di silenzio, dopo cui si può sentire una registrazione di Bhaktivedanta Swami Prabhupada, il fondatore della ISKCON, che parla del suo guru: cioè l'Associazione internazionale per la coscienza di Krishna e il guru sull'insegnamento del mistico bengalese Caitanya (1486 - 1533).
Il disco è un successo clamoroso: vende oltre centomila copie nella prima settimana. La band è lanciatissima e con la cover di Hush, già successo dei Deep Purple, arriva numero uno in classifica. Sembra tutto perfetto. Ma nel 1997 in una intervista al New Musical Express, Crispian Mills inciampa sulla svastica, cioè viene mal interpretato una sua dichiarazione sul significato mistico del simbolo orientale, poi diventato emblema nazista. Nascono dicerie sul fatto che i suoi parenti facciano parte di gruppi antisemiti inglesi. Per mitigare le critiche, vanno negli Stati Uniti, dove hanno un discreto successo. Nel 1999 ritornano con Peasant, Pigs & Astronauts, prodotto da Bob Ezrin, bello ma non frizzante e di successo come il primo. Dopo pochi mesi dall'uscita, MIlls dichiara disciolto il gruppo, per intraprendere una carriera solista che avrà poco successo con una band di support, The Jeevas. Si riformeranno nel 2004, e continuano ancora a suonare la loro musica speziata e interessante.
Britpop. One of the most iconic genres in history. It may be dead but it’s not forgotten. Here’s a timeline (from my opinion) of the genre from start to finish:
Britpop (October 1st, 1990 - January 1st, 2004)
Before Britpop: February 20th, 1984 - May 27th, 1990
Beginning of Britpop: October 1st, 1990 - May 11th, 1992
Rise of Britpop: March 29th, 1993 - May 15th, 1995
Peak of Britpop: August 14th, 1995 - August 11th, 1996
Fall of Britpop: February 10th, 1997 - June 8th, 1998
Post-Britpop: March 8th, 1999 - August 6th, 2001
Death of Britpop: February 1st, 2002 - January 1st, 2004
ROUND 1: Kula Shaker VS Manic Street Preachers
Which one will it be?
Kula Shaker
Manic Street Preachers
KULA SHAKER
MANIC STREET PREACHERS
Manics for me!
Rock Horoscopes, featuring Suede, Pulp, and Placebo
Melody Maker, 13 February 1999. Scanned by me.