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16’ FEET FIELD ELEVATION
photography + © Christof Keßemeier
black metal-vinyl: paysage d'hiver - “im traum”. released 2020 via kunsthall produktionen.
Im Traum by Paysage d'Hiver
I Paysage d’Hiver sono la one-man band (d’ora in poi ne parlerò al plurale per comodità) più particolare di sempre: nonostante un periodo particolarmente prolifico per i solo project, è dal 1998 che fanno demo. A parte qualche split con Vinterriket, Lunar Aurora e Drudkh (questi ultimi due davvero clamorosi), solo oggi, nel 2020, hanno messo a segno il primo full-lenght. Però non stiamo parlando di presa in giro, o di hype. C’è da dire che la band sorella, i Darkspace, hanno forse avuto bisogno di una concentrazione diversa; ma c’è anche da dire che tutti gli “album” dei Paysage d’Hiver sono perfetti come sono. Con la loro produzione grezza, estremamente scarna, come se tutto fosse filtrato da una coltre di ghiaccio. In più di vent’anni il loro genere è sempre stato da una parte unico, dalle chiare influenze burzumiane e poi, col passare degli anni, sono stati risucchiati dal vortice del cascadian black metal. Il loro approccio è sempre stato quello simile a quello di una band post-rock. I lunghi flussi di riff hanno sempre creato gorghi circolari, continui e ipnotici. Un altro approccio di lettura potrebbe essere quello dei progetti ambient. Spesso le loro composizioni sono state affiancati a lunghe registrazioni d’ambiente, di fiumi e di passi fra la neve; di lunghi e riflessivi brani emessi col sibili di un sintetizzatore. Chitarre e synth si uniscono in un unico coro continuamente e costantemente martellato dalla batteria; la produzione migliora rispetto a tutti i precedenti demo, eppure la matrice lo-fi, ferale e primitiva rimane indiscutibilmente in primo piano. Le urla di Wintherr provengono sempre da lontano, da oltre la tempesta. Burzum si incontra coi primissimi Gorgoroth, Immortal e Summoning; e in questa triade è difficilissimo che un riff entri in testa e si spalmi nel ricordo grazie ad un’armonia catchy. Non c’è niente di negativo ovviamente in ciò anche perché spesso i riff acquisiscono delle sembianze davvero maligne e con pochi paralleli nella loro passata discografia; la potenza ipnotica di Im Wald è quella di sconquassare continuamente l’orecchio dell’ascoltatore fra i tanti effetti (minimali ma ben mirati e ben piazzati) e i massacranti blast-beat. Il ruolo predominante della batteria diventa un mantra; il continuo colpire violento sulle pelli crea diversi stadi di un rituale primordiale e strettamente connesso con l’inverno.
The stair #museums #museo #kunsthall #artworks #artphotography #arte #mariangoodmangallery #paris #stairs #conseptualart #minimalstyle #insidethemuseum #keeptalkingagency @christianglobensky (à Galerie Marian Goodman) https://www.instagram.com/p/B-R3Eb2IMwu/?igshid=12z6ao62l0fyr
Hvem er vi?
Unge kunstkjennere er en gruppe ungdommer som jobber med å gjøre samtidskunst mer tilgjengelig for ungdom i Bergen. Vi holder til på Bergen Kunsthall, kalles gjerne Kunsthallen sine ungdomsambassadører, og jobber mest med utstillingene her. Her har vi omvisninger, møter og andre arrangementer. Ellers formidler vi utstillingene på Kunsthallen gjennom Instagram, Facebook og her på Tumblr.
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